Belpasso (Mappassu nel dialetto locale) è un comune della città Metropolitana di Catania.
Il paese sorge alle pendici dell’Etna , a sud del vulcano e il territorio comunale ne occupa parte del versante fino al confine meridionale di Catania. L’abitato si trova a 551 m s.l.m.; il territorio comunale è attraversato dal fiume Simeto.
L’origine del nome risale al 1305 con il nome di Santa Maria del Passo.
Il toponimo di Malupassu (italiano Malpasso o Malopasso) sembra risalga al XV secolo quando il posto divenne insicuro per i viandanti a causa degli agguati dei briganti che vi si appostavano attendendo coloro che passavano di lì con le loro mercanzie.
A Malpasso appartenevano una serie di borghi e villaggi: Guardia di Malpasso e Bottighelle, a nord-ovest, Nicolosi, a nord-est, Sant’Antonio, a sud, e ancora, Annunziata di Malpasso, Fallachi, Misericordia di Malpasso, Fondaco Vecchio e Fondaco Nuovo.
Il paese venne distrutto dall’eruzione dell’Etna del 1669, che interessò in parte anche Catania, che coprì il paese con uno spesso strato di lava fuoriuscita da un cratere, apertosi a nord degli abitati di Mompilieri e Nicolosi i Monti Rossi. Gli abitanti superstiti lo rifondarono, in una zona piuttosto distante dall’originario abitato, all’epoca denominata “contrada Grammena”. Il nuovo centro prese il nome di Fenicia Moncada, derivata dall’araba fenice e dalla potente famiglia dei Moncada, Principi di Paternò e feudatari della zona, e gli abitanti ebbero nome di “fenicioti”. Anche questo centro venne tuttavia abbandonato, a causa delle distruzioni subite con il terremoto del 1693.
Il paese attuale venne rifondato una terza volta in una zona ancora diversa situata più a nord dei due siti precedenti e prese il nome di Stella Aragona. All’epoca questa era conosciuta come Piano Garofalo e poi divenne il quartiere di Borrello. In queste opere di ricostruzione un ruolo importante lo svolse la famiglia Bufali che per l’occasione usò il nome beneaugurante di Belpasso.
Nello stemma cittadino è rappresentata l’Araba Fenice, in riferimento alla capacità di rinascere dalle proprie ceneri, Melior De Cinere Surgo, “risorgo migliore dalle ceneri”.
Belpasso è caratterizzato da una pianta a scacchiera adottata al momento dell’ultima rifondazione avvenuta nel 1694. Questa si basò su uno schema razionale, con isolati simmetrici di forma quadrata, disegnato dal mastro Michele Cazzetta. Quasi tutte le vie non hanno nomi specifici ma si distinguono semplicemente in “rette” e “traverse”, seguite da un numero romano in ordine crescente da I a XX. Per questa sua conformazione viene chiamata La Scacchiera dell’Etna.
MONUMENTI E LUOGHI D’INTERESSE
Chiesa di Santa Maria Immacolata, duomo cittadino, (quartiere Matrice)
Chiesa di Sant’Antonio da Padova (ex Convento, edificata nella seconda metà del XVIII secolo)
Chiesa di Sant’Antonio Abate (quartiere Sant’Antonio)
Chiesa della Madonna del Carmine
Chiesa del Cristo Re (quartiere Purgatorio)
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa di San Rocco (quartiere San Rocco)
Chiesa di Santa Maria della Guardia (quartiere Borrello-Stella Aragona)
Chiesa di Santa Anna
Chiesa di San Leo (contrada San Leo)
Chiesa della Consolazione
Santuario Madonna della Roccia costruito sul luogo delle apparizioni.
Cisterna della Regina residenza edificata dalla regina Eleonora d’Angiò.
Le Salinelle di San Biagio (vulcani di fango).
Il Teatro Cittadino è intitolato a Nino Martoglio, che nacque nella cittadina etnea il 3 dicembre 1870 ed è la personalità più nota di Belpasso, commediografo dialettale siciliano.
Il Cortile Russo Giusti: l’eredità di un poeta Belpassese; oggi sede del Mechané, il museo multimediale dei Carri di Santa Lucia,
La Casa del Lampionaio, il Museo Etnoantropologico dedicato a “Venerando Bruno” lampionaio del Comune di Belpasso.
Belpasso la città delle 100 Sculture che si possono ammirare lungo le vie del paese.
Fondazione Carri di Santa Lucia – Museo Mechanè.
Il Parco Acquatico Etnaland.
Il Centro Commerciale polifunzionale Etnapolis.
LA FESTA DI SANTA LUCIA – Patrona di Belpasso
L’11, 12, 13 e 14 dicembre si festeggia la Patrona di Belpasso Santa Lucia con latradizionale tredicina, i carri allegorici costruiti dai devoti dei 5 Quartieri: Matrice, Sant’Antonio, Purgatorio, San Rocco e Borrello, e le cantate dei “Giovani Cantanti” dei Quartieri Matrice, Sant’Antonio e Purgatorio.
I Carri di Santa Lucia sono macchine sceniche barocche dedicate alla Patrona di Belpasso, Santa Lucia, e fanno parte dei Beni Immateriali della Regione Sicilia. Hanno origine nell’Ottocento e sono composti da varie scene, ovvero pannelli di vario materiale raffiguranti vari soggetti – che cambiano a seconda del tema scelto – e che culminano nell’Apoteosi della Gloria, ovvero la parte più alta della struttura – si varia dai 12 ai 15 metri di altezza – ove vi è posta una ragazza che impersona Santa Lucia indossando un abito dai colori tipici. La “spaccata” di questi carri avviene nelle notti dell’11 e del 12 dicembre e ne esistono cinque, realizzati dai Quartieri Storici del paese: San Rocco, Sant’Antonio, Purgatorio, Borrello e Matrice. Inoltre due di essi – Borrello e San Rocco – vengono riaperti nei rispettivi quartieri la notte del 13 dicembre e un’ulteriore apertura generale avviene ad Agosto in occasione del patrocinio di Santa Lucia.
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