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| Camporotondo Etneo |
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| Domenica 21 Agosto 2005 19:11 |
![]() Posizionato sul versante meridionale dell'etna, ai piedi della zona eruttiva dei Monti Rossi.
Economia: La Storia
Già dall'età neolitica, si ha notizia che sorgessero delle abitazioni, non proprio dove si trova l'odierno paese, ma più in alto verso l'Etna.
L'odierno paese risale al secolo XVI e fu costruito più a valle a causa dell'eruzioni laviche, in un campo di forma rotonda, da cui ha preso il nome (UN PONT-ROND). Nel 1652, Camporotondo fu acquistato con i paesi di Misterbianco, Mascalucia e San Pietro Clarenza dai Senatori catanesi: Fortunato Todisco (Barone di Busciarca), don Pietro Di Fancesco e don Vincenzo Paternò (Baroni di Ficarazzi). Il territori comprendeva, e comprende ancora oggi, le contrade: Tirranno, Soglio, Carcarazza, Gelso, Salati'e, Buffa, Scalonazzo, San Firrannu e Feudetto; quest'ultimo, con case coloniche, oratorio pubblico e chiesa patronale del Barone Nicotra Gualtiero Bertuccio. Al Sinodo Diocesano, che si svolse a Catania con i sacerdoti di tutti i Casali Etnei, partecipò anche don Pietro Paolo Distefano di Camporotondo e nel quadro topografico della Diocesi di Catania, compilato da Mons. P. Galletti, vi è scritto che Camporotondo , allora aveva 370 abitanti, 6 sacerdoti e 2 chiese, e nel 1654, divenuto comune autonomo, fu venduto al Marchese Diego Reitano. Dopo la riforma costituzionale del Regno delle Due Sicilie, Camporotondo fu rappresentata in parlamento, dal Marchese Deodato. Intorno al 1720, i comuni, si disentivano per salvagurdare l'autonomia, mediante la riduzione delle tasse al Rigio Demaneo che voleva dire mettersi sotto la dipendenza del re. Si hanno notizie certe per Paternò e si pensa che anche camporotondo difendesse la propria causa, in quanto già dal 700 insieme a Belpasso, Stella Aragona (Borrello) e Nicolosi, risultavano aggregati alla città di Paternò. |



