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La Sicilia intorno al 536 divenne una sorta di cittadella dei generali bizantini; secondo il Mark Smith, il popolo siciliano non oppose resistenza, in quanto esso sperava che la dominazione bizantina fosse meno gravosa delle precedenti.Inizialmente possiamo dire che i bizantini aprirono per la Sicilia un lungo periodo di tranquillità in relazione agli eventuali attacchi dall'esterno in quanto impedirono che i Vandali occupassero l'isola, ma in effetti la Sicilia non ne godette molto i benefici, a causa della debolezza e dello sfaldamento dell'impero romano. Nello stesso periodo si innestò il contrasto fra il Papa in occidente e l'imperatore in oriente causato da divergenze religiose; inoltre l'imperatore Costanzo decise, dopo 300 anni, di trasferire la capitale da oriente ad occidente, spostando il centro dell'asse politico a Siracusa che divenne la capitale dell'impero bizantino, sperando forse in una rinascita dell'impero romano, sembrò un ritorno di centralità della Sicilia all'interno del mondo mediterraneo. La residenza nell'isola dell'imperatore con il suo seguito in realtà fu soltanto un peso finanziario intollerabile, causando il rallentamento del commercio e creando l'esodo dalle città alle campagne. Però dopo la morte di Costanzo la capitale fu trasferita nuovamente in oriente e la Sicilia fu abbandonata alle forze arabe.Al periodo bizantino si legano alcune leggende il significato delle quali è da ricercare nell'abitudine dei siciliani di occultare i loro gruzzoletti di denaro quando subivano un'invasione straniera. Da qui il nome di "truvatura" ad indicare i tesori sepolti che sollecitavano la fantasia e l'avidità di chi sperava di trovarli. Una famosa truvatura si trova ad Acireale presso la chiesa della Grazia, per trovarla è necessario ingurgitare una serpe cruda, bere una quartara (recipiente di grossa capienza) di vino e poi sollevare la pietra che nasconde il tesoro. Tali leggende vengono anche dette "plutoniche" poichè Plutone era il re del mondo sotterraneo. Un'alta truvatura quella sotto la bellissima chiesa di S. Maria a Randazzo: ma bisogna passare attraverso sette porte di ferro, prima di arrivare al tesoro e gnomi e folletti lo proteggono quindi nessuno ha mai avuto il coraggio di tentare. Un altro tesoro sarebbe nascosto nella cisterna del castello di Castiglione di Sicilia: sotto una pietra pesantissima ci sarebbe addirittura una chioccia d'oro con tutti i pulcini d'oro massiccio, in fine secondo il racconto di Nino Martoglio un'alta truvatura si trova sotto la rupe rocciosa del castello saraceno di Acicastello. Conclusa questa parentesi che riguarda la truvatura torniamo alla breve analisi storica avevamo sottolineato l'abbandono della Sicilia alle forze islamiche. I mussulmani ancor prima di conquistare l'isola avevano considerato la Sicilia come una terra da depredare continuamente secondo il loro diritto era infatti legittimo intraprendere vantaggiose spedizioni contro i beni degli infedeli. Nel 652, gli arabi approdano in Sicilia distruggendo le risorse dell'isola e portando carestia e peste. Ma la fine effettiva della Sicilia bizantina avvenne nell'878 con la capitolazione di Siracusa la quale cedette il passo a Palermo così come il cristianesimo all'islamismo e la lingua greca all'arabo. Gli arabi una volta insediatosi nell'isola trasformarono parecchie chiese in moschee ed imposero agli abitanti di portare dei simboli di distinzione sugli indumenti e di segnare le proprie case oltre all'imposizione di alzarsi in piedi quando dei mussulmani entravano in una stanza, non leggere la Bibbia a poca distanza da essi e non bere del vino in pubblico. Tuttavia gli arabi seppero svegliare la Sicilia dal suo letargo, portarono infatti, innovazioni nel settore dell'agricoltura introducendovi parecchie innovazioni idrauliche, realizzarono un ottimo sistema di irrigazione e misero una tassa sulla terra che rendeva svantaggioso abbandonare i terreni coltivabili. Il grano rimaneva sempre la grande ricchezza della Sicilia, ma alcune ricche colture vennero introdotte nell'isola; quali il gelso, la canna da zucchero, la palma dattifera, il cotone, il pistacchio, il papiro ed il melone. Hanno origine araba anche la maggior parte dei dolci siciliani, per lo più palermitani, lo attesta infatti l'etimologia di alcuni nomi: la "cubaita" derivante dall'arabo "qubbat" e la "cassata " da "kas'at". Alcuni sostengono che anche la coltivazione del riso sia stata introdotta dagli arabi nel IX sec. così come il gelsomino bianco usato fin dai tempi più antichi per produrre profumo. Oltre all'agricoltura, si vide prosperare l'industria della pesca, delle stoffe, degli oggetti preziosi ed anche il sottosuolo fu attivamente sfruttato (argento, piombo, mercurio, zolfo ed il sale siciliano divenne famoso all'estero. Inoltre rifiorì il commercio e Palermo, capitale araba, divenne una delle più grandi città del mondo superata solo da Baghdad. E' ovvio che la dominazione araba non fu caratterizzata solo da elementi positivi: infatti la rivalità fra i Mussulmani di Sicilia e quelli del Nord-Africa, provocarono violente guerre civili che insanguinarono l'isola nell'XI secolo. Intanto, l'impero d'occidente aveva iniziato l'offensiva contro il mondo arabo e, nel 1038, un generale bizantino di nome Giorgio Maniace sbarcò a Messina con un esercito rafforzato da mercenari normanni, scandinavi ed italiani. Conquistò Messina, Siracusa e gran parte della Sicilia orientale, dopo tanti brillanti successi poteva sperare di conquistare Palermo, ma gli intrighi di corte e Costantinopoli lo costrinsero a tornare in patria. Questo fu l'ultimo tentativo di Bisanzio di conquistare l'isola. Gli arabi occuparono l'isola per più di due secoli, ma il loro effettivo contributo alla storia della Sicilia non è del tutto noto, in quanto i cronisti cristiani ignorarono questo periodo a causa dei loro pregiudizi e quindi i documenti degli arabi in Sicilia sono frutto della tarda civiltà arabo-normanna. Inoltre, le tracce della civiltà musulmana sono scarse poichè molti edifici furono rimasero distrutti durante la conquista normanna. Sul piano giuridico gli arabi furono molto indulgenti perchè permisero ai cristiani di conservare le loro leggi purchè pagassero i tributi richiesti. Possiamo aggiungere che dagli arabi il popolo siciliano ha ereditato quello stato di immobilità cosmica che lo rende passivo nei confronti della volontà divina; l'individualismo che non ha mai consentito al nostro popolo di organizzarsi socialmente in modo disciplinato; il concetto di virilità considerata una delle maggiori virtù della razza il senso sacrale dell'ospitalità; il mimico gesticolare; ed infine una certa non curanza per il lavoro. Presso gli arabi ed in particolare presso le antiche tribù beduine era in uso la pratica del protezionismo a pagamento: alcuni storici sostengono che tale fenomeno degenerò in Sicilia dando origine alla mafia. Tale termine deriverebbe dall'arabo "mahyas", vocabolo che esprimeva particolari doti di coraggio e di intraprendenza. L'influenza della lingua araba si dimostrò molto durevole ed ancor oggi sono in uso centinaia di parole ed espressioni legate alla civiltà islamica.La dominazione araba finì, nel 1060, con l'arrivo di un nuovo popolo invasore, il popolo normanno che in meno di trent'anni avrebbe conquistato l'isola.Riteniamo che la dominazione araba sia stata un periodo proficuo per l'isola, principalmente per il grande contributo offerto allo sviluppo dell'isola commerciale ed industriale, inoltre offre una valida riprova della tolleranza religiosa del popolo arabo il fatto che molti siciliani pur non costretti a professare il culto islamico in piena libertà si convertirono all'islam.Dobbiamo inoltre riconoscere che le affinità che ci accomunano al mondo arabo esercitano un certo fascino culturale, come la mimica gestuale già ricordata e il grande senso di ospitalità. Anche dal punto di vista architettonico, la civiltà araba ha lascito la propria impronta soprattutto nelle costruzioni adibite al culto religioso (testimonianze verificabili nel palermitano). Concludendo, possiamo dire che la dominazione araba è stata una delle più positive che la Sicilia abbia conosciuto.
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