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La Città di Paternò è situata nella Piana di Catania, nei suoi dintorni si ammirano incantevoli bellezze naturali, fra attrazioni naturalistiche e rigogliosi agrumeti, testimonianze archeologiche di epoche diverse e tradizioni artigiane, manifestazioni del folklore religioso e prelibatezze gastronomiche.
L'economia di Paternò e quella agricola, con rigogliosi agrumeti che producono l'arancia rossa, tarocchi, moro, conosciuta in Italia e all'estero. Oltre agli agrumi ne territorio si producono, olive, mandorle, grano e fichidindia.
Notevole incremento hanno avuto l'attività terziaria in genere e l'artigianato, con la lavorazione del cotto etneo, del ferro battuto, della ceramica e soprattutto della pietra lavica ceraimizata, che negli ultimi anni a varcato i confini nazionali.

Da Visitare
Una straordinaria attrazione naturale è costituita dalle salinelle (manifestazione di un'antica attività eruttiva, un piccolo cono vulcanico ormai spento, un tempo bocca eruttiva fortemente decentrata dell'Etna), si tratta di un fenomeno di emissione di acqua calda e fango con forte contenuto di Sali, anidride carbonica, sostanze azotate, metano, acido solfidrico, un tempo sfruttate a scopo medicamentoso.
Quasi tutte le Contrade che circondano la collina storica sulla quale sorgeva l'acropoli dell'antica Hybla, sono ricche di resti archeologici, veritiera testimonianza della intensa vitalità dei popoli che vi hanno abitato sin dai tempi preistorici.
L'itinerario attraverso la realtà paternese si realizza come occasione di vivo godimento e di arricchimento culturale, da visitare:
  • Chiesa Madre della SS. Annunziata
  • Chiesa di Santa Barbara (Patrona di Paternò)
  • Chiesa della Madonna del Carmine (sec. XVI)
  • Chiesa di San Giacomo
  • Chiesa S. Maria dell'alto (antica Matrice di Paternò)
  • Palazzo Moncada (1627)
  • Porta del Borgo e la scalinata monumentale (1773)
  • Santuario di S. Maria della Consolazione (1954)
  • Castello (1072) che domina dall'alto il paese
  • Convento di S. Francesco (1346)

CENNI STORICI
Antica sede di remota civiltà normanna, Paternò offre l'immagine di una suggestiva ricchezza monumentale e urbanistica.
Sorge sulla pianura etnea, all'interno di un antico vulcano spento, in essa fu l'originaria piccola patria della favoleggiata Hybla Major; ricco casale rurale in epoca saracena, dove, all'evvento dei Normanni (1072), durante le fasi della conquista , fondarono il primo dei loro castelli; sorsero attorno ad esso caseggiati, monasteri, chiese; di prospettiva vita feudale.
Paternò fu da subito elevata al ragno di contea, assegnandola il normanno Ruggero alla signoria della sua terza consorte (la contessa Adelasia).
Fu dominio dei Lancia, in epoca Svevia.
In età aragonese (1302 -1531) fece parte della Camera regionale, ch'era il dotario della regione Sicilia e fu in questo periodo (1337) che vi venne a morte il re Federico III d?Aragona.
Dal 1456, per quattro secoli, fu signoria dei Moncada conti di Adernò, una delle più potenti famiglie nobili dell'isola.
Nel 1500 inoltrato, ebbe l'avvio a vivace espansine urbanistica nei territori di pianura, interrotta dal catastrofico terremoto del 1693, e riprese fervida nei tempi successivi, conferendo all'abitato l'assetto che ancora oggi presenta.
Nel 1576 durante la signoria di Luisa Moncada e Luna, vedova di Cesare Moncada principe di Paternò. La popolazione fu colpita dalla peste; fu allora che in uno dei due lazzaretti, fatti costruire appositamente, comparve in sogno ad una suora benedettina Santa Barbara; poco dopo la città fu liberata dalla peste e la popolazione proclamò la Santa compatrona del paese, insieme con San Vincenzo; la festa si celebra il 4 dicembre con le antiche tradizioni religiose e corale partecipazione della popolazione.

Tratto dall'opuscolo viaggio in Sicilia.

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