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Nicolosi Stampa E-mail
Giace sul fianco meridionale della regione inferiore dell'Etna, ai piedi dei Monti Rossi, a 702 m. sul livello del mare e offre ampi panorami verso il golfo di Catania.
Economia:
Prodotti agricoli: agrumi, olive, ortaggi, castagne, gelsi, fichi, uva.
Industrie ed Imprese: cave di pietra lavica, alberghi, ristoranti, impianti sciistici, impianti sportivi.
Artigianato: lavorazione della pietra lavica, del legno e della maiolica.
 La Storia
Nell'antichità, tutto il territorio doveva essere coperto da boschi: l'Etna, infatti, era famosa per il ricco manto forestale che la ricopriva e forniva legname alla fiorente industria navale Siciliane. Paese agricolo principalmente dedicato alla coltivazione di olivi, fichi e viti con il sistema dei "terrazzamento" introdotti dagli antichi Greci. Il 9 novembre 1408 l'Etna incominciò ad eruttare lava a due chilometri a nord del Monastero di San Nicola. Gli abitanti impauriti fuggirono verso i paese più interni, come Lentini e Centuripe.
Nel 1447 fu infeudato dal principe di Paternò che lo amministrava per mezzo dei suoi procuratori residenti a Malpasso; ma più tardi gli abitanti ottennero dal principe di avere una amministrazione propria, pur restando dipendenti da Malpasso per gli affari di giustizia ed altro. Nel 1536 il vulcano si fa risentire, e gli abitanti di Nicolosi fuggirono, ma nonostante tutte queste disgrazie il paese fu ricostruito.
Monumenti: Chiesa S. Maria delle Grazie sec.XVI, Chiesa Madre (completata nel sec. Scorso), l'Altarino di S.Antonio Abate, Cappella di S.Agata, i tre Altarelli.
I TRE ALTARELLI: Nel 1776, minacciati da una terribile eruzione, i nicolositi vi portarono le venerate immagini della Madonna delle Grazie e dei Patroni S. Antonio di Padova e S. Antonio Abate. Cessato il pericolo furono costruiti i tre Altarelli e vi furono dipinte le tre sacre immagini
L'ALTARINO DI S.ANTONIO ABATE: Minacciati dall'eruzione dell'Etna, il 28 maggio 1886, portarono la venerata statua di S. Antonio Abate dinnanzi al fronte lavico invocando la sua potente intercessione. E il miracolo avvenne.
CAPPELLA DI S.AGATA: Fu costruita per volere del cardinale Giuseppe Benedetto Dusmet, è una modesta cappella e ricorda il luogo dove lo stesso cardinale si recò con il velo di S. Agata opponendolo alle lave minacciose dell'Etna, che prodigiosamente risparmiarono il paese.
Nell'ultimo secolo si è visto una radicale trasformazione del paese che a poco a poco ha cambiato fisionomia, a ciò ha contribuito la realizzazione di opere nuove, e in questi ultimi decenni l'operazione di sostituzione edilizia dei vecchi con i nuovi fabbricati, e allo sviluppo dell'economia agricola a quella turistica.
 
 
 

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