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| Mirabella Imbaccari |
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Posizionato nella regione sud-orientale dei monti Erei, a 518 m s.l.m., alla sinistra del torrente Della Gatta.Economia:
Prodotti agricoli: cereali, ortaggi, uva da vino, olive mandorle, nocciole. Allevamenti: ovini, caprini, bovini, equini. Industrie ed Imprese: piccole industrie artigiane per la lavorazione e la trasformazione di prodotti agricoli e zootecnici, piccole fabbriche di materiali da costruzione, segherie. La Storia
Il territorio è menzionato sin dal tempo dei Normanni. Nei registri di Federico II d'Aragona risulta appartenente ad Ugone di Lancia, che possedeva la metà del casale Imbaccari. Sotto Re Martino ne era signore Federico di Cardone e nell'anno 1308 passò a Bernardo Villardita di Piazza. Il paese deve la sua fondazione a don Giuseppe Paternò, barone di Raddusa, che l'11 settembre 1610, ottenne dal Re Filippo III di Spagna e II di Sicilia l'autorizzazione a costruire un borgo,e lo chiamerà col nome della moglie, Mirabella. A causa del clima insalubre, Il borgo, non ebbe esito felice, per cui fu necessario il trasferimento della costruzione sul poggio Imbaccari. Il paese conservò il nome Mirabella fino al 1862, quando, in seguito ad una delibera della giunta municipale, Vittorio Emanuele II, Re d'Italia, stabilì il nuovo nome, ovveroMirabella Imbaccari. Monumenti: l'abitato è di struttura seicentesca e notevoli sono i monumenti barocchi; come, la Chiesa Madre, che al suo interno custodisce un magnifico dipinto ispirato alla crocifissione attribuita a Michelangelo da Gangi e un dipinto di Michele Salvo da Gangi (copia di un opera di Raffaello). Barocco è pure il Palazzo Biscari, edificato nel 1635 da Giacinto Paternò. Da menzionare anche il Castello, tipica costruzione medioevale con merli sovrapposti (usato anche come luogo di pena). |




Posizionato nella regione sud-orientale dei monti Erei, a 518 m s.l.m., alla sinistra del torrente Della Gatta.