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Siciliano.............. Stampa E-mail
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Scritto da Salvo La Spina   
Domenica 27 Agosto 2006 20:27

A Proposito del siciliano.Metto "siciliano" fra vigolette perchè stà ad indicare il siciliano come dialetto non come individuo. Mi è capitato molto spesso di sentire delle mammine ripetere ai figli: non parlare in siciliano è volgare, parla italiano!.

Niente di più sbagliato.Voglio difendere il siciliano a spada tratta, anzi con una granata fra i denti, come un assaltatore, sì perchè, su questo argomento, ho il dente avvelenato, anzi tossico-mortale.La Sicilia, già dai tempi di Federico II lo Stupor Mundi, era stimata ed invidiata in tutto il mondo come crogiolo di civiltà. Era il punto di incontro del sapere, della scienza e delle arti, ed è stata sempre invidiata, sia per la sua posizione strategica, sia per il clima, sia per le risorse, e per il carattere del siciliano (uomo di Sicilia, che è parzialmente diverso da quello odierno, quello originario ce lo hanno snaturato).Il dialetto, gli usi, i costumi, sono strettamente derivati, figli, di quelli arabi, spagnoli, francesi, normanni , svevi, etc. mi fermo solo a questi nella mia elencazione. E' impossibile trovare oggi una donna con il nostro tradizionale velo. Lo sapevate che deriva dalla mantiglia spagnola e anticamente era bianca, finemente lavorata e ricamata, per le ragazze da marito, nera finemente lavorata, per le donne sposate, e di panno/lana/tela nera, dimessa, per le vedove (ìgnuranti!). Oggi diverrebbero tesori di inestimabile valore.La tanto famigerata coppola, è figlia anche del chepi francese, ed era largamente usata per difendersi dal caldo, soprattutto da chi lavorava in campagna. Queste tanto per dirne qualcuna, non parliamo poi dell'architettura, dei manufatti, etc..Mi vien da pensare come in Tirolo, la domenica, i locali, si mettono in costume del posto e vanno tranquillamente in giro nei loro abiti folkloristici, da noi gli abiti folkloristici li indossano solo per fare colpo sui turisti (Taormina, carretti siciliani, feste popolari, etc.), lassù riscoprono quel poco di tradizione che hanno, mentre da noi la si butta via, lontano retaggio di una Sicilia da dimenticare!.La cucina risente, anch'essa, delle dominazioni: ragù (francesi), lo stoccafisso. o stoccu (svevi), dal nuovo mondo arriverà il pomodoro e la melanzana (spagnoli), aringhe e baccalà (normanni e svevi), riso, canna da zucchero, spezie e droghe (arabi), olive, ricotta salata, agnelli, miele (greci), salsicce (romani), falsomagro (angioini e aragonesi), etc.Il 90 % delle parole quotidiane, il tanto infangato dialetto, è formato da vocaboli dei popoli dominatori:gebbja, saja, majdda, zu-zu, Marsala (arabi), buatta, armuarri (francesi) e via discorrendo.Per cui sono orgoglioso di essere siciliano, sono orgoglioso della mia aria, del mio mare, della mia terra, della mia Etna, della sua lava, del mio dialetto (ah! scrivo in italiano perchè tanti di voi non mi capirebbero, si sono disabituati al vernacolo), amo i miei conterranei.Molti di questi nostri tesori vengono da noi ignorati, il siculo sconosce le proprie origini e quando arriva al nord si sente un italiano di serie c, si affretta ad aggiungere stupidamente al ....sono siciliano, ....ma sono nato a Torino !!!!! Ridicolo! Paiono tanti babbasuni.Ci rinfacciano di essere mafiosi, arrivisti, superficiali, NON VOGLIO ASSOLUTAMENTE DIFENDERE QUESTE CATTIVE QUALITA', in parte giustificarle si?: cosa fareste voi se vi avessero immersi in un?immensa latrina, dovreste stare a galla, ripeto, CONDANNO OGNI FORMA DI DELINQUENZA GRATUITA.Tantissimi di quelli che sono cambiati, però, vengono da una vita di stenti, di miserie, fame, di emigrazione, di sopprusi e prevaricazioni, in cui ci mettono ogni giorno.Tutto questo porta a lungo andare a degenerazioni anche gravi. Quando ti pongono a confronto con un tenore di vita fatto di lussi sfrenati, un andazzo che non è il tuo si sballa.Ci dicono delinquenti, ma mi pare che i delitti efferati nascono al nord, o nò!.Mi viene in mente quando mio zio Gaetano, poliziotto, che faceva servizio alla frontiera col la Jugoslavia, sposatosi, un bel giorno disse alla moglie, Triestina, che l'avrebbe portata a conoscere i suoi in Sicila.Non vi stò a dire lo spavento che le conculcavano, soprattutto il fratello di zia Candida:chissà lì cosa ti faranno,..ma dove vai..., mia zia conosceva bene mio zio Tano e lo sapeva una perla d'uomo, venne giù, anche se un pò spaventata, quando poi conobbe i suoceri, i parenti, i vicini, i siciliani, ritornò a casa a malincuore e con le lacrime agli occhi, ..."non devono parlare piu' male dei siciliani.....", diceva.Che gente d'oro aveva trovato. Ora difendete quei piccoli-grandi tesori che abbiamo in casa, riscopriteli.Riappropriatevi della vostra identità. E per favore non ripudiate il dialetto, o tutto quello che è siciliano perchè CHI DIMENTICA LE PROPRIE ORIGINI E' DESTINATO A SCOMPARIRE....non è un pensiero mio!.
 

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