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Antonino Russo Giusti Stampa E-mail
Scritto da Salvo La Spina   
Domenica 01 Giugno 2008 11:23

Non e’ giusto, parlando di Nino Martoglio, tacere d’ un altro grande belpassese che ha lasciato un impronta indelebile nelle rappresentazioni teatrali siciliane.
Cio’ che mi dispiace profondamente è che Antonino Russo Giusti sia stato relegato ad autore di serie B e se ne parli poco.
Sulla strada della II^ Retta Levante. al n° 177, si trova è il portone con arco in pietra lavica della casa Russo Giusti.

Antonino Russo Giusti nato a Catania, 23 febbraio 1876, m. il 28 settembre 1957 è stato un drammaturgo italiano.
Dopo aver trascorso l’infanzia a Belpasso, intraprese gli studi classici a Catania e si laureò in giurisprudenza.La famiglia paterna era costituita da giuristi, quella materna da artisti.
Successivamente si dedicò all'attività forense. I suoi studi, in queste discipline, si rifletteranno in tutte le sue opere.
Russo Giusti inizierà l’attività di commediografo subito dopo la morte di Martoglio ed il suo primo testo, portato in scena dalla Compagnia Marcellini: L’eredità dello zio canonico (2/4/1923, Teatro Garibaldi di Trapani), ebbe un successo tale da indurlo a scegliere come professione, l’attività di commediografo, tralasciando quella di avvocato.
I suoi modelli furono , senza dubbio Pirandello e Martoglio; ne dovette conoscere la struttura teatrale dei testi, oltre che del linguaggio; non mostrò mai nei confronti col dialetto, l’idea che si trattasse di una lingua subalterna, lo considerò sempre un segno di indipendenza della fantasia, un mezzo espressivo naturale, un sistema completo, fonte di cultura e tradizione.
Fu direttore artistico del teatro comunale "Coppola" di Catania, nel quale venne rappresentata la sua prima opera in siciliano, L'eredità dello zio canonico, a cui seguì nel 1920 U Spirdu, musicata da Francesco Paolo Frontini e diretta da Gaetano Emanuel Calì.
Nel 1923 Tommaso Marcellini rappresentò per la prima volta in Italia al teatro comunale di Trapani L'eredita dello zio canonico col titolo siciliano U tistamentu di lu ziu canonicu.
Un'altra commedia, Il biberon di papà, venne portata in giro per I'ltalia e anche all'estero dal Marcellini, col titolo siciliano A sucarola du papà. In seguito scrisse: Un autore di assalto, passando alla commedia italiana di stampo pirandelliano. Scrisse in tutto 27 opere teatrali, Angelo Musco acquisì i diritti d'autore de L'eredità dello zio canonico, e divenendo il protagonista dell'omonimo film del 1934 e anche di "Gatta ci cova".

Altre commedie: Cerco moglie non Stabile, La Casa senza nido, Ciarameddi Stunati, Lampicedda astutata,Ti-Tan-Fu - u cinisi da Varanni, Lu vastuni miraculusu, Vinnigna magra, Raggi X, Puddicinedda d’oru, L’articolo 1083 – Gatta ci cova, Il voto di castità, L’abissina bianca, Amleto II, Peppa a cannunera, Donna Palma ha il microbo.
Antonino Russo Giusti, diede impulsi importanti al teatro belpassese, dopo i trionfi ed i successi ottenuti grazie alle sue rinomate e apprezzate commedie (ricordiamo, fra le altre con "L'eredità dello zio canonico", "Gatta ci cova», «Cittadino Nofrio», «La scodella del cane", rappresentate da Angelo Musco e portate nei teatri di tutto il mondo). Russo Giusti - residente a Catania ma ritorno a sottolinearlo belpassese di origine, da parte di padre, - nel 1943 abbandona Catania a causa dei bombardamenti e si trasferisce a Belpasso dove, assieme ad un nutrito gruppo di giovani e vecchi talenti del palcoscenico, fonda la "Brigata d' Arte Nino Martoglio", che operava nel Teatro Coppola, una gloriosa Compagnia che da allora - tranne qualche breve pausa - continua la sua attività.
La commedia, L’eredita’ dello zio canonico, forse la più famosa, in alcuni momenti assume toni quasi farseschi, e venne scritta da Antonino Russo Giusti intorno al 1920.

Mi piace ricordare due coincidenze nella commedia anzicitata:, il quadro dello zio, deposto in soffitta dopo la lettura del testamento, viene poi riesposto ma con un occhio rosicchiato dai topi; un ritratto dello zio viene colpito ad un’occhio da una scheggia di bomba.
Anch’essa, come quasi tutti gli altri lavori del grande autore siciliano (“Il merlo maschio”, tanto per citare un titolo), appartiene al filone del cosiddetto “Naturalismo comico”.
Le vicende, tratte dalla vita quotidiana dei ceti popolari, venivano ingigantite nei loro aspetti più grotteschi e paradossali, mentre i personaggi, spesso, evidenziavano i lati “negativi” dell’animo umano, quali: avarizia, avidità, servilismo, etc…
Russo Giusti seppe guardare il mondo e l’umanità, intendendone le debolezze e le magnanimità, ma anche la costanza di comportamento e le certezze, e per mezzo del sorriso seppe affondare nelle coscienze; fù di quelli che potendosi definire “dei tempi lunghi” permise di contrastare con stimoli validi ogni disorientamento esistenziale.
Nascono così delle vere opere d’arte, che divertono lo spettatore da un lato, dall’altro lo invitano a riflettere.
Questo e’ per l’ appunto l’obiettivo della commedia, il fine del teatro?


L’eredità dello zio canonico” venne adattata per il cinema (divenendo “L’eredità dello zio buonanima”) e affidata alle straordinarie doti interpretative dell’indimenticabile Franco Franchi.
La fortuna scenica di RUSSO GIUSTI non è corrisposta a quella editoriale, dato che del suo teatro, una sola opera è stata stampata dall’editore Giannotta: Un autore d’ assalto.
La drammaturgia di Russo Giusti poco attenzionata dalla critica e disorganica sul piano editoriale, ha lasciato nell’ombra un autore che, al contrario, merita di essere rivelato.
Ho attinto alcune notizie dal libro: ANTONINO RUSSO GIUSTI - COMMEDIE edito dal Comune di Belpasso.


Si ringraziano:

Andrea Bisicchia, docente presso l’Universita’ di Parma
Margherita Francalanza, docente in lettere
Angela Guggino, docente in lettere

Antonio Magnano di San Lio, avvocato
Enrico Marino, docente ed artista grafico
Vito Sapienza, docente in lettere
Pippo Spampinato, commediografo

Ed inoltre:

  • La Sig.ra Rita Corona.
  • L’ Archivio dell’ Istituto di Storia dello Spettacolo Siciliano.
  • …….e non per ultimo Tuccio Musumeci , attore.

 

 

 

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