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23 Maggio 1992 - La Mafia Stampa E-mail
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Scritto da Salvo La Spina   
Sabato 24 Maggio 2008 18:07
IL 23 MAGGIO 1992, LA MAFIA UCCIDE BARBARAMENTE E VIGLIACCAMENTE IL GIUDICE FALCONE, LA MOGLIE: FRANCESCA MORVILLO, E GLI UOMINI DELLA SCORTA: ROCCO DI CILLO, VITO SCHIFANI E ANTONIO MONTANARO.
IL 19 DI LUGLIO SEGUENTE, IN VIA D’AMELIO A PALERMO, DOPO AVER PRANZATO, 100 KG. DI TRITOLO PIAZZATI SU UN’AUTO VICINO AL PORTONE D’INGRESSO DELLO STABILE IN CUI ABITA LA MADRE, FANNO SALTARE IN ARIA IL GIUDICE PAOLO BORSELLINO. .
CON LUI PERDONO LA VITA: EMANUELA LOI (LA PRIMA DONNA ENTRATA IN POLIZIA), AGOSTINO CATALANO, FRANCESCO LI MULI, WALTER EDDIE COSINA E CLAUDIO TRAINA ( GLI ALTRI AGENTI DELLA SCORTA).
ALLA LORO MEMORIA, GRATI PER QUELLO CHE HANNO FATTO E PER QUELLO CHE CI HANNO LASCIATO, DEDICO QUESTA PICCOLA RECENSIONE.
Salvo 
 “Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni.
Questa è la base di tutta la moralità umana."
(J. F. Kennedy; citazione che Giovanni Falcone amava spesso riferire)
 Mi sento come un morto vivente.
(Paolo Borsellino) 

 La lotta alla mafia dev'essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell'indifferenza, della contiguità e quindi della complicità.
 (Paolo Borsellino)

 
  • L’ ORIGINE DI COSA NOSTRA
Alcuni dicono che il suo nome venga dalla parola toscana „maffia“ (miseria), secondo altri troverebbe la sua origine nella parola francese “mauvais”.
La parola „mafiusi“ è stata adoperata, per la prima volta nell’opera teatrale con il titolo “I mafiosi della Vicaria”, nella quale i prigionieri venivano chiamati così.
Nel 1865 si comincia ad usare nel processo penale italiano come una denominazione che indicava un certo tipo di criminali.
Già nell’anno 1875 la parola “mafia” si adopera in quasi tutte le lingue europee come sinonimo di delinquente.
Ma quel criminale (”mafioso”) di allora non aveva caratteristiche specifiche.
Il fenomeno della mafia non è sorto di una data esatta o per una causa significante.
E’ sicuro, che trova le sue radici nella terra della Sicilia, vinta e dominata da popoli diversi. Il sistema feudale nella Sicilia (specialmente nella parte ovest) e lo stato di grande povertà e l’gnoranza spinsero la popolazione a difendere se stessi la propria persona, la famiglia, i propri possessi ed interessi.
Così crebbe un tipo di violenza rimasta fino ad oggi.
Con l’unità d’Italia (1859/1860) i siciliani aspettarono la fine del sistema feudale.
I latifondisti davano in affitto i loro campi ad amministratori, cosidetti “gabellutti”. Il loro impiego originario era di riscuotere e raccogliere le tasse (gabelle), ma con il tempo ricevettero sempre più potere.
I gabellutti spodestarono il potere dei latifondisti, appropriandosi dei loro diritti. Si impossessarono dei latifondi di questi, malgrado le loro origini modeste (analfabeti, o in genere di classe inferiore), e divennero il gruppo più potente dell’area feudale, contro uno Stato incapace oramai a fronteggiarli. Le truppe create dai gabellutti divennero l’unica autorità. Offrìrono protezione in cambio di danaro. Questo prezzo pagato allora dai contadini, ed oggi da imprenditori e commercianti, prese il nome di “pizzu”.
Si creò così lo spirito mafioso con le sue regole non scritte e con la sua influenza che, anche oggi, si può trovare dappertutto, purtroppo.
 
  • LA MAFIA D’OGGI
Non esiste una classe sociale particolare dalla quale provengono “gli uomini d’onore”, i mafiosi per l’appunto.
Praticamente provengono da tutti i ceti e lavorano in tutte le categorie professionali.
La sua rete si espande in tutti i rami economici, Cosa Nostra si alimenta con tutta una serie di traffici illeciti:
  1. Traffico d’armi
  2. Spaccio di droga
  3. Prostituzione
  4. Riciclaggio
  5. Furti e rapine
  6. Usura
Pagamento del Pizzo
La definizione “mafioso” stà ad indicare una persona affiliata a “Cosa Nostra”, che è, e rimane, sempre un uomo d’onore. La Mafia e dappertutto, sia in Italia sia all’estero.
E’ organizzata in vari gruppi detti famiglie o cosche, che controllano e dominano le loro zone. Sopra le cosche sta’ la cupola che regola gli affari tra le famiglie.

La gerarchia della mafia è cosi organizzata:
Uomini d’onore / soldati / capo decina (il capo di dieci soldati) / capo della famiglia / capo mandamento / cupola della provincia / cupola della regione.La Mafia negli Stati Uniti trova le sue radici in quella italiana (mafia,’ntrangheta, camorra, Sacra Corona Unita), ma con valori diversi.
La Mafia negli Stati Uniti trova le sue radici in quella italiana (mafia,’ntrangheta, camorra, Sacra Corona Unita), ma con valori diversi.
Per esempio in Italia e proibito avere un’altra donna accanto alla moglie, ed è anche malvisto essere maniaci del divertimento.
Negli Stati Uniti il mafioso non ci si crea molti problemi, in Italia se si viola qualcuna di queste regole, le conseguenze sono terribili: ad esempio i mafiosi vengono uccisi solo perchè hanno un rapporto extraconiugale.
Negli Stati Uniti questo comportamento non ha conseguenze.
Tommaso Buscetta si sposò 3 volte, alla Mafia il suo comportimento non piaceva, ma grazie alla sua influenza (benchè sia sempre rimasto “soldato”) veniva lasciato in pace dall’organizzazione.
 
  • LE DONNE E LA MAFIA
Le donne della Mafia sono molto influenti.
Secondo il rito antico nessuno dice loro qualcosa, ma sono ugualmente al corrente di tutto.
Fiere di avere un marito “uomo d’onore” , sono ben coscienti che la mafia puo’ portarglielo via, qualora dovesse sgarrare.
L’onore ha un ruolo particolare.
Il mafioso può divenire, in alcune circostanze, un nemico all’interno dell’organizzazione e per questo va eliminato.
I figli di un mafioso, che è stato ammazzato, non possono divenire soci all’ interno della ”organizzazione”, perché può, accadere che questi che vengano a conoscenza dei motivi dell’omicidio, dei mandanti e degli esecutori.
 
  • LO SPIRITO MAFIOSO
I comandamenti:
  1. rispettare il giuramento
  2. non rubare la donna di altri
  3. non rubare, ormai dimenticato dalla maggior parte dei mafiosi
  4. l’erotismo è permesso solo nei rapporti matrimoniali
I valori assoluti:
  1. la famiglia
  2. la fedeltà alla famiglia
  3. la diffidenza verso lo Stato
  4. l’omertà
Un vero uomo d’onore tiene sempre la sua dignità anche nel peggior momento.
“Il Mafioso non parla mai, altrimenti sarebbe o un pazzo o un uomo morto”
Il nonno di Calderone ha paragonato Cosa Nostra a una rosa: “è bella da guardare, ma sela tocchi, punge”.
Non di rado gli uomini d’onore parlano a “baccagghiu”, cifrato:
“Lei lavora troppo, fa male alla salute, dovrebbe riposare”
 
  • LA LOTTA CONTRO LA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA
Quasi tutti quelli che hanno lottato la Mafia hanno dovuto pagare con la loro vita.
Il 23 maggio 1992, Giovanni Falcone fù ucciso assieme alla moglie e tre uomini della scorta.
Il 19 luglio in via D’Amelio, Paolo Borsellino, fù ammazzato con una bomba proprio all’ingresso della casa della madre, con lui sono morirono cinque agenti della scorta.
Da sottolineare che Giovanni Falcone andava spesso a Roma, dove girava senza scorta, ma è stato ucciso in Sicilia dove non era mai da solo, con un’azione eclatante.
Dopo gli assassinii lo Stato varò alcuni leggi contro la criminalità organizzata.
Alcuni punti, diceva Falcone, faciliterebbero la lotta alla mafia:
  1. aumento della professionalità.
  2. specializzarsi.
  3. concentrarsi su pochi mafiosi, che sembrano più importanti al momento.
  4. strategie di intervento centralizzate [se non esiste un centro, che provveda al coordinamento, si facilita la Mafia].
Falcone richiedette più volte la protezione per coloro che avevano scelto di combattere la Mafia.
Per giudici, magistrati, poliziotti, ma anche per i pentiti.
Falcone era convinto che tante morti si potevano evitare. La sicurezza era la cosa più importate.

È stato ucciso e dopo di lui anche Borsellino.
Tanti pentiti si sono fidati di lui.
Probabilmente perchè siciliano.
Probabilmente perchè conosceva, e aveva imparato a combattere la mafia, in quell’isola nella quale era cresciuto.
Non li avete uccisi: le loro idee camminano sulle nostre gambe. 
 
 

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