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Sicilia dei Tempi - Arabi - Normanni - Svevi Stampa E-mail
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Scritto da Salvo La Spina   
Venerdì 16 Maggio 2008 22:38
Arabi
Nel VII secolo d.C., gli Arabi in meno di un secolo, riuscirono ad unificare, sotto la nuova religione dell'Islam gran parte dell'Asia e dei paesi del Mediterraneo, giungendo fino alla penisola Iberica. Dopo aver conquistato Malta e Pantelleria, con una serie di incursioni riuscirono a strappare la Sicilia ai Bizantini. Il 17 giugno dell'827 sbarcano a capo Granìtola presso Mazara, chiamati da Eutimio da Messina. Gli invasori sia Berberi che Persiani si appropriano di Biscari, Palazzolo e Chiaromonte; In poco tempo l'esercito bizantino ripiega e cade la resistenza degli indigeni cristiani. Nell'831 conquistano Palermo, che diverrà capitale dell'Isola. Poi sarà la volta di Messina (842), Modica, Ragusa ed Enna (859).. Solo la parte nord-orientale dell'isola resisterà ancora grazie agli aiuti bizantini. nell'864 viene conquistata la città di Noto, e nell'878 cade Siracusa dopo un assedio durato decine di anni. Successivamente Catania (900), e Taormina (902). Nel 965, con la conquista di Rometta nel messinese, si completa.
Dal 948 al 1040 governerà l'isola la dinastia dei Kalbiti, di origine araba. La parte orientale dell'isola conoscerà nel periodo arabo una sorta di decadenza. La parte occidentale, contrariamente al passato invece conoscerà maggiore sviluppo. Palermo, ad. Es. si riempie di moschee e scuole coraniche. Amministrativamente, la Sicilia sarà divisa in tre Valli: Val di Mazara nella parte centro-occidentale, Val Dèmone nella parte orientale-settentrionale, Val di Noto nella parte orientale-meridionale. Di quasi due secoli di presenza araba in Sicilia ben poco è rimasto, tranne che a Cefalà Diana, infatti, dove sono noti i “bagni” quasi niente è rimasto di originalmente arabo. Numerose sono invece le testimonianze architettoniche della cultura islamica nell'architettura siciliana di epoca normanna. Residui sono rimasti anche nella struttura urbanistica di alcune città. Al posto degli schemi geometrici e regolari, dove si imponeva l'angolo retto, l'urbanistica araba proponeva un intrigo di stradine, dove si aprivano case anch'esse costruite secondo criteri diversi. Tali principi costruttivi li troviamo ancora oggi nella conformazione di alcune abitazioni che ricalcano antichi schemi arabi, nella cittadina di Mazara. Anche nel territorio vennero apportati alcuni significativi cambiamenti, come: lo smembramento del latifondo bizantino e il frazionamento della proprietà terriera, lo sviluppo di metodi e tecniche di irrigazione e di sistemi idraulici -noti gli acquedotti sotterranei di Palermo-, la coltivazione degli agrumi, del cotone, lino, canapa, canna da zucchero e datteri. Ma anche dei carciofi, spinaci, e melanzane. Nel 1060 d.C., con la caduta dei Klabiti l'Isola viene suddivisa tra vari signori locali, spesso in lotta fra di loro. A causa di una contesa fra i "Kaid" di Catania e di Siracusa sono chiamati i Normanni in Sicilia, i cui discendenti saranno poi destinati a fondare uno dei più potenti regni del Mediterraneo. Anche dopo la “riconquista” normanna, la cultura islamica permarrà tuttavia sotto varie forme: fino ad oggi sono ancora riconoscibili nel popolo palermitano espressioni idiomatiche, usanze, costumi alimentari e credenze che derivano da quel lungo periodo di dominazione Araba.

Normanni
I Normanni, popolazione d'origine Scandinava, si erano nel 911 stanziati in Normandia. Essi si inseriranno nelle contese sorte tra gli arabi di Sicilia e i bizantini di Puglia e di Calabria. L'occupazione della Sicilia da parte dei Normanni, legati alla tradizione religiosa cristiana, ebbe inizio da Messina e si configurò sin dall'inizio come un'operazione di riconquista. Nel 1059 ottengono il privilegio di considerarsi vassalli del pontefice e si guadagnano il riconoscimento dei diritti feudali sull'italia meridionale. Maggiori fautori dell'opera di conquista della terra di Sicilia, furono due fratelli della famiglia Altavilla: Roberto il Guiscardo e Ruggero. Nel 1061 d.C, i due sbarcano in Sicilia, e nel 1063 nella battaglia di Cerami, sconfiggono i Musulmani. Nel 1071 conquistano Catania, poi Palermo ed Enna nel 1087. Ruggero d'Altavilla, dopo la morte del fratello Roberto avvenuta nel 1085, governò col titolo di gran conte di Sicilia e di Calabria dimostrando un notevole spirito di tolleranza verso i vinti. Nel 1091, con la conquista di Noto, la Sicilia sarà sotto il loro completo dominio. I Normanni contribuirono a formare uno stato che, superando il modello feudale piramidale, si avvarrà di un apparato di funzionari statali e del Parlamento con funzioni di controllo sullo stesso Re, attraverso le rappresentanze nobiliari ed ecclesiastiche, nonché attraverso il "braccio demaniale" (cioè rappresentanze di città libere non facenti parte di feudi baronali o vescovili). Nel 1097 Ruggero riceve dal Papa Urbano II l'Apostolica Legazìa con la quale ha facoltà di nominare direttamente tutti i vescovi Siciliani. A lui succedettero i figli Simone (1101-1113) e Ruggero II (1113-1154). Ruggero II riesce a completare la conquista di tutto il meridione continentale, riunendo in un unico Stato i domini normanni della penisola e la Sicilia. Per sette secoli stabilisce i confini di uno stato centralizzato, unico in Italia e in linea con il formarsi in Europa degli stati nazionali. Ruggero ebbe il titolo di re di Sicilia e di Puglia. Accadde infatti che nel 1130 muore Papa Onorio II. Immediatamente, all'interno del Collegio Cardinalizio, inizia la contesa per la successione papale. I sedici porporati facenti capo alla famiglia dei Frangipane, elessero Papa il Cardinale Papareschi che assunse il nome di Innocenzo II. Gli altri quattordici porporati, facenti capo alla famiglia dei Pierleoni, elessero invece Papa il Cardinale Pierleoni che assunse il nome di Anacleto II. Poco tempo dopo il Pierleoni riuscì a far convergere su di sé il gradimento anche di alcuni cardinali che avevano eletto il Papareschi, raccogliendo la maggioranza dei voti del Collegio e accreditandosi come unico legittimo Pontefice. Papa Anacleto II, quasi completamente isolato chiese l'appoggio dei Normanni del Duca Ruggero II, al quale offrì la corona regia. Il Duca Ruggero non volendo perdere l'occasione concluse, nel settembre 1130, una alleanza militare con il Papa, a seguito della quale Anacleto II emise una Bolla che lo consacrava Rex Siciliae. Dopo di che, nella notte di Natale del 1130, con un cerimoniale utilizzato nell'anno 800 in occasione dell'incoronazione di Carlo Magno, Ruggero II, fu incoronato a Palermo con il nome di Ruggero I, Re di Sicilia, Puglia e Calabria. La Sicilia veniva così affidata al nipote di Tancredi d'Altavilla, e il Regno di Sicilia nasceva all'insegna di questa dinastia. Innocenzo II, però, ritenendosi legittimo Pontefice, promulgò la scomunica nei confronti di Anacleto II e dichiarò nulli tutti i suoi Atti. In una serie di Concilii successivi, (Reims -1131, Piacenza -1132, Pisa -1135), fu riconosciuto come tale da Inghilterra, Spagna, Francia e Germania. Anacleto II poteva contare sull'appoggio della città di Roma, dell'Italia meridionale e dei Normanni e ben presto fu necessario il ricorso alle armi, (anche perché l'Imperatore Lotario era spronato ad intervenire da Bernardo di Chiaravalle, ostile ad Anacleto II). Nel 1137 muore l'Imperatore Lotario e nel 1138, anche l'Antipapa Anacleto II. La famiglia Pierleoni elegge nuovamente un Antipapa questa volta è il Cardinal Gregorio, che prende il nome di Vittore IV. A causa dell'intervento di Bernardo di Chiaravalle, quest'ultimo però rinuncia tempestivamente favorendo la piena legittimazione di Innocenzo II, che ottiene il suo riconoscimento, nel 1138. Aveva finalmente termine così, lo scisma apertosi all'interno della Chiesa di Roma. Nei primi mesi del 1139 si svolge il Concilio Lateranense che conferma l'illegittimità di Anacleto II e la nullità di tutti i suoi Atti, compresa la scomunica nei confronti dell'Antipapa e di Ruggero. Il Pontefice Innocenzo, alla testa di un esercito si muove contro Ruggero che, essendo più forte militarmente, lo prende addirittura in ostaggio. Il Papa Innocenzopertanto si vede costrettoa a confermare a Ruggero la corona regia, e, nel mese di Luglio del 1139, con "l'elevatio in regem" da parte di Innocenzo II, il Regno di Sicilia, riceveva un definitivo riconoscimento. Ruggero II fa di Palermo la Capitale del suo regno. Egli pretende diritti su ogni terra, assegnando le terre ai suoi seguaci. E' in questo periodo che un'organizzazione di tipo feudale si diffonde anche in Sicilia. Il regno siciliano è così organizzato: il re è assistito da sei ufficiali dei quali fanno parte l'"ammiraglio", (retaggio di origine araba che rappresenta il capo delle forze armate) e il protonotaro, (cioè il capo della cancelleria). Vi sono poi alcuni magistrati sparsi nelle province detti iusticiarii e connestabuli. Esistono inoltre un'amministrazione finanziaria, detta dall'arabo "dohana" e una forma di autogoverno concessa alla comunità araba di Palermo, retta da un qaid. I sovrani normanni sono nominati "legati papali", -diretti rappresentanti della Santa Sede-, da papa Urbano II. Ruggero non ostacola la cultura araba: affida al geografo al-Idrisi un'opera geografica chiamata "Il libro di Ruggero". Ruggero II fa inoltre costruire opere importanti come la Cattedrale di Cefalù e Palazzo Reale di Palermo, e nel 1132, fa edificare la sua Cappella di Palazzo, la nota Cappella Palatina, dedicata a S. Pietro. Sempre presso il Palazzo Reale istituisce dei laboratori regi nei quali realizzare corone -come la splendida corona chiamata Kamelaukion, conservata presso il "Tesoro della Cattedrale", ma anche gioielli, suppellettili preziose, abiti cerimoniali ecc.... Con la discesa in Italia di Lotario, ebbe inizio una lunga guerra tra l'Impero e i Normanni che vide Re Ruggero perdere progressivamente i territori dell'Italia peninsulare. Ripartito Lotario nell'ottobre del 1137, Ruggero riconquista Salerno, Avellino, Benevento e Capua. Nel 1144 d.C.Viene creato il primo catasto urbano e rurale della Sicilia. Al 1147 si attestano alcune scorrerie della flotta normanna nell'impero Bizantino: vengono saccheggiate Corfù, Tessalonica e Tebe. Vengono in questo periodo così introdotti in Sicilia numerosi abili artigianidella seta. ARuggero che muore all'età di 59 anni nel 1154, succede Guglielmo I (detto il malo) che muore all'età di 45 anni nel 1166, e che fece costruire la residenza reale della Zisa all'interno del grande parco reale -del Genuardo. Il figlio, Guglielmo II il buono salì al trono all'età di 11 anni, e fu il nuovo re di Sicilia dal 1172 al 1189. Egli, fu apprezzato per la sua bontà. A lui si devono la Cuba e la Cattedrale di Monreale, il cui interno è interamente decorato dagli splendidi mosaici noti in tutto il mondo e il cui chiostro è una delle più belle espressioni della scultura medievale presenti in Sicilia. I Normanni vennero influenzati dalle tecniche islamiche. Per la decorazione musiva, invece, fecero uso delle abilità dell'etnia bizantina. Per questo l'arte romanica in Sicilia è considerata una sintesi delle tre diverse culture: islamica, bizantina e normanna. Anche la Cattedrale di Palermo, su iniziativa del Vescovo Gualtiero, diventa la più grande cattedrale della Sicilia medievale. Guglielmo II, non avendo eredi diretti permette il matrimonio tra Costanza d'Altavilla (figlia di Ruggero II ed erede indiretta) ed Enrico VI Hohenstaufen di Svevia, figlio di Federico Barbarossa, permettendo così alla dinastia sveva di accampare legittimi diritti sul trono di Sicilia. Morto all'età di 36 anni, con lui si estingue la linea diretta della dinastia normanna per mancanza di eredi maschi in Sicilia. Successivamente sarà la volta di Tancredi detto Ruggero III 1193-1194; Guglielmo III dal 1194 e Costanza di Sicilia fino al 1198.

Svevi
Il matrimonio tra Costanza d'Altavilla, figlia di Ruggero II ed erede indiretta, ed Enrico VI di Svevia, figlio di Federico Barbarossa dà inizio al periodo Svevo e nel 1194, alla morte di Guglielmo II, la corona della Sicilia passa dalla monarchia Normanna a quella Sveva. Federico II di Svevia nasce a Jesi nel 1194 dalla madre Costanza, discendente della casa Normanna. Egli succede ad Enrico VI, e diviene re di Sicilia con il nome di Federico I. Poiché all'inizio è ancora minorenne, la Sicilia viene retta prima da Costanza e poi da Innocenzo III. Raggiunta la maggiore età e ottenuta la corona Imperiale, Federico, chiede al Papa il consenso di intitolarsi re di Sicilia e di Germania. 
Con l'avvento di Papa Gregorio IX, Federico fu costretto a partire per la Crociata contro i Mussulmani, ma in Palestina, non va a combattere gli infedeli; si accorda piuttosto con il Sultano Al-Kamil otteneno così libero accesso per i cristiani a Gerusalemme. Si fa anche anche incoronare re, sposando in seconde nozze Jolanda di Brenne. Il Papa sdegnato nel 1245 scomunica Federico. Dalla madre Federico apprese l'amore per la Sicilia e, cresciuto lontano dalla Germania e pur avendo anche il titolo di Re di Germania, preferì rimanere nell'Isola scegliendo come residenza di corte la città di Palermo. Federico dota la Sicilia di una forte rete difensiva. Edifica castelli, come l'Ursino di Catania e il Maniace di Siracusa, ma anche quelli di Augusta e di Salemi, nonché le Torri di Enna o della Colombaia di Trapani; Nei castelli federiciani generalmente le necessità residenziali del sovrano e quelle difensive vengono messe insieme, e l'esito è quasi sempre una costruzione di raffinata eleganza formale. Con Federico II, soprannominato "stupor mundi", il Regno di Sicilia, diviene il crocevia di attività scientifiche, artistiche e sociali. Il suo regno fu illuminato anche dalle arti e dalla letteratura e la Sicilia in quel periodo diviene la culla della letteratura italiana, con la "Scuola poetica siciliana". La morte di Federico II di Svevia avviene il 13 dicembre 1250. Causò un declino che investì la politica e l'amministrazione del Regno oltre che la fine del regno degli Svevi. Nonostante sia morto in Puglia, a Castel Ferentino, per sua volontà testamentaria fu sepolto nella cattedrale di Palermo. Dopo la morte di Federico II, il trono passò al figlio naturale Manfredi. Quest'ultimo appoggiò la controffensiva dei ghibellini toscani -il partito filoimperiale- che nella Battaglia di Montaperti svolta nel 1260, inflissero una sconfitta ai guelfi e si alleò con Genova, Venezia e con la Casa d'Aragona, grazie al matrimonio tra una delle sue figlie, Costanza, e il re Pietro III d'Aragona.

 

 

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