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Sicilia dei tempi Stampa E-mail
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Scritto da Salvo La Spina   
Lunedì 12 Maggio 2008 07:16

La storia della Sicilia, non racconta solamente di una terra e dei suoi primi abitanti, degli eventi storici, di evoluzioni e decadenze e del succedersi di dominazioni diverse... La storia di Sicilia, restituisce ciò che di più fantasioso l'immaginario collettivo ha costruito su di essa e racconta di creature leggendarie, maghi e santi, miti e leggende, misteri e fenomeni naturali… E' Omero che narra nel IX e X libro dell'Odissea, di giganti con un solo occhio, i Ciclopi e dei Lestrìgoni, antropofagi abitatori del territorio siciliano, nella zona occupata dall'odierna Lentini … La Sicilia è la terra dell'Etna  fucina di Efesto, dell'isola Ferdinandea, che emerse dal mare e nel mare scomparve, la terra sorretta da Colapesce, l'isola dei Ciclopi, di Cocalo e di Archimede.

La Sicilia dei punici, con i loro rituali misteriosi, dei greci con i loro Dei e con i loro templi. La Sicilia degli arabi, di Federico II… la prima scuola di poesia, il primo Parlamento. La Sicilia della rinascita dal terremoto del 1693 e quella delle contraddizioni. La Sicilia del Gattopardo, che per non cambiare deve ricorrere al cambiamento. La terra che ha saputo confondere la storia col mito e nella quale ancora oggi, possiamo ritrovare usanze, derivanti da antichi rituali d'origine pagana, che donano un tocco di folklore ad alcune sentite feste popolari. Infine, la terra che ha saputo forgiare quella sintesi di arti tratte dalle diverse dominazioni. Tutti questi caratteri peculiari la Sicilia li ha sintetizzati in un unico modo che è diventato il suo modo di essere. Questo modo, a volte anche difficile da interpretare, è il risultato di un Isola al centro di uno dei contesti culturalmente più ricchi e variegati del mondo… Il Mediterraneo. Il sito Foto Arte Architettura espone brevemente alcuni periodi particolarmente salienti della Storia di Sicilia. Lungi dal voler essere esaurienti, le brevi note esposte nelle pagine seguenti, vogliono essere da supporto alla lettura degli argomenti trattati sulla Sicilia all'interno del sito stesso.
La scoperta di grotte, popolate già da circa 16.000 anni fa, nel Paleolitico superiore fino a tutto il Mesolitico, (circa 8.000 anni fa), rende la Sicilia, uno dei siti più interessanti in ambito europeo. E' proprio il comprensorio palermitano a rivestire un importante ruolo grazie alla incredibile offerta di incisioni paleo-mesolitiche sulle pareti delle grotte dell'Addaura sul Monte Pellegrino. La Grotta Addaura -recante su due pareti graffiti che raffigurano uomini e animali risalenti al Paleolitico superiore-, è una piccola grotta localizzata tra la Punta Priola e la Colonia Roosevelt. Il relativo deposito paletnologico è oggi in gran parte conservato al Museo archeologico di Palermo e al Museo geologico Gemmellaro. Le incisioni parietali preistoriche presenti, che raffigurano scene rituali o di iniziazione, sono fra le più realistiche espressioni di arte rupestre paleo-mesolitica. A Levanzo, nelle isole Egadi, nella grotta di Cala dei Genovesi, sono stati scoperti graffiti rupestri raffiguranti animali e figure umane (10.000 a.C. circa) già riprodotti con un senso del naturalismo e della prospettiva. Altre importanti testimonianze sono quelle riferibili alle popolazioni che lavoravano l'ossidiana che si trova nell'isola di Lipari. Commercializzata prima in varie zone costiere dell'isola, questa nera roccia di aspetto vetroso si diffuse poi lungo la cosiddetta "via dell'ossidiana" in varie zone del Mediterraneo. Nel periodo neolitico si inizia l'allevamento del bestiame e l'agricoltura, la lavorazione della ceramica e la tessitura. Inoltre è nell'età neolitica che comincia la lavorazione dei metalli, mentre, nel periodo della lavorazione del bronzo, si intensificheranno i rapporti con alcuni popoli del bacino mediterraneo, specialmente quelli della parte orientale…..Con l'età del bronzo si entra nella Protostoria, cioè in quel periodo di transizione che è posto a cavallo tra i tempi storici e quelli preistorici. Lo storico greco Dionigi di Alicarnasso, racconta che la Sicilia venne raggiunta, nell'antichità, da navigatori provenienti da Oriente attraverso spedizioni marittime. L'isola diviene tappa commerciale per le flotte micenee e le loro tracce, sono state ritrovate a Thapsos, e a Panarea, dove troviamo alcuni cocci riportanti iscrizioni in alfabeto sillabico miceneo -Lineare B. Thapsos è uno dei siti chiave per la ricostruzione della protostoria in Sicilia. Dal 1400 a.C. infatti, la ceramica egea era giunta anche nell'isola insieme ad altri oggetti ed in particolare nella penisoletta di Thapsos, da cui deriverà l'omonima cultura. Collocato al centro della penisoletta di Magnisi Thapsos fu il più importante ed esteso emporio commerciale tra oriente e occidente della media età del bronzo. Anche a Filicudi, insieme ad attrezzi di pietra, stampi per oggetti di bronzo e fusi che attestano l'uso della filatura e della tessitura, si trovano ceramiche ad impasto grossolano, ornate di linee incise e punti appartenenti alla fine dell'elladico medio (1580 - 1550) e al miceneo (1550 - 1400 a.C.). Poco prima del 1200 a.C. si verificò però un declino delle importazioni dall'oriente che comportò per le isole Eolie un periodo di abbandono quasi definitivo. 
Nella tarda età del bronzo si collocano alcuni significativi ritrovamenti della necropoli di Pantalica (ben 5000 tombe che rappresenta il più importante sito protostorico della Sicilia orientale) e in quella di Cassibile. La Cava Grande del Cassibile, -sottoposta alla tutela legislativa come Riserva Naturale Orientata-, è una sorta canyon naturale che scorre dal tavolato ibleo fino alla costa; è tra le più estese tra quelle che solcano gli Iblei. Presenta numerose tombe a grotticella che vanno a costituire la necropoli del Cassibile risalente ad un periodo storico che va dall'XI al IX sec. a.C.. Nella cava si possono visitare due cittadine rupestri. Quella settentrionale e quella meridionale - più estesa e complessa. La zona, 'suddivisa in tre ali principali, offre la possibilità di ammirare un'area sacra preceduta da una tomba a sarcofago. In Sicilia l'età neolitica ha inoltre generato la cultura della ceramica impressa. Nota quella di Stentinello, villaggio fortificato situato presso Siracusa, ha riportato numerosi vasi di terracotta decorati a impressione con il punzone o con l'unghia e utensili litici di selce, basalto e ossidiana. Per ciò che riguarda le prime popolazioni abitanti in Sicilia, è lo storico Tucidide, a riportare la presenza dei tre diversi gruppi (elimi, i sicani e siculi). I sicani, i più primitivi tra i popoli presenti, occuparono la zona centro meridionale dell'isola con centro egemone nella zona dell'attuale Sant'angelo Muxaro e la Sicilia occidentale, -in particolare nella parte situata ad ovest dell'Imera del sud (Salso). I loro contatti con la civiltà minoica sono stati convalidati da scoperte recenti. I siculi, a partire già dal II millennio a.C., si insediano nella parte orientale dell'isola, stanziandosi dapprima nelle zone costiere, per spingersi poi verso l'interno centro-meridionale. L'origine dei Siculi, cui si attribuisce il culto dei Palíci, è da ricercare nella penisola, per via di alcuni indizi che li metterebbero in relazione con la civiltà appenninica del continente, poiché i dati che si posseggono sulla loro lingua presentano una certa affinità con il latino. Pur essendo nemici dei greci, essi pare ne assorbirono alcuni aspetti. Nella parte nord-occidentale della Sicilia si stanziano gli Elimi, fondatori di Erice e Segesta, che pare appartenessero a delle popolazioni mediterranee e pre-indoeuropee. Il famoso culto di Afrodite Ericina è rivelatore dei loro contatti con l'Oriente. Essi faranno di Segesta, Erice ed Entella i centri propulsori della loro civiltà; Segesta, fra queste divenne la città guida.
La storia della Sicilia è stata influenzata dai tanti ospiti che sono passati sul suo suolo. Grazie alla sua posizione geografica, proprio al centro del mar Mediterraneo, la Sicilia ha avuto un ruolo di una certa importanza negli eventi storici che hanno avuto come protagonisti i popoli del mare nostrum.
La Sicilia ha vissuto nella sua storia periodi nei quali assunse grande importanza nel contesto mediterraneo alternati a fasi anche di forte subalternità. Fu parte delle colonie della Magna Grecia e di Cartagine e cercò di diventare regno indipendente con Ducezio ed Euno (che si autoproclamarono re dei Siculi rispettivamente nel V e nel II secolo a.C.. Dal 405 a.C. fino alla conquista romana fu dominata dai sovrani siracusani. Dionisio I, preso il potere, regnò su tutto il territorio della Sicilia fino a Solunto estendendone l'influenza fino al golfo di Taranto e al territorio etrusco (Pyrgi, Cerveteri, isola d'Elba). Conquistata dai romani, divenne la prima provincia romana dell'impero come Sicilia, con la Lex Rupilia gli fu riconosciuta la diversa nazionalità ed una sorta di costituzione diversa da quella dei romani.
Passata dall'impero romano ai barbari e infine ai bizantini, fu il ventitreesimo tema dell'Impero Bizantino con il nome di Sikelia. Il capoluogo non ebbe mai sede fissa: si passò da Palermo, a Taormina, a Rometta, a Siracusa. Con gli arabi diventò il giardino "paradiso" del Mediterraneo, con i normanni nacque il primo parlamento d'Europa e con gli Svevi furono gettate le fondamenta di una Stato amministrato da una organizzazione centrale e basato su leggi adatte.
Dopo la Guerra del Vespro con la aragonese con la creazione del Regno di Trinacria, poi Regno di Sicilia), che poi però si ridusse in un vicereame e infine ritornò ad essere il Regno di Sicilia fino al 1789. Il capoluogo fu sempre Palermo, ad eccezione di un decennio nel Quattrocento, quando la corte si stabilì a Catania.
Dalla Rivoluzione Francese all'Unità d'Italia: nel 1815 la corona di Sicilia fu unita a quella di Napoli nel Regno delle Due Sicilie. La Sicilia fu così divisa, come avevano secoli prima fatto per prima gli arabi, in tre reali dominii al di là del Faro: Val di Noto, Val Demone e Val di Mazara. Nel 1848 la Sicilia caccia i Borboni e dichiara l'indipendenza da ogni altro regno.
Con l'arrivo di Giuseppe Garibaldi e l'annessione al Regno del Piemonte, la Sicilia divenne una delle regioni italiane, ottenendo, dopo la Guerra Civile per l’Indipendenza del 1943-45, la Statuto Speciale nel 1946.
L'avvicendarsi di ospiti molteplici con le loro civiltà ha arricchito la Sicilia di insediamenti urbani, di monumenti e di vestigia del passato che fanno dell'isola uno dei luoghi privilegiati dove la storia può essere rivissuta attraverso le immagini dei segni che il tempo non ha scalfito e ha tramandato sino ai nostri giorni.

 

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