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Patriarchi Arborei: Alberi Sacri Stampa E-mail
Scritto da Carmelo Nicoloso   
Giovedì 15 Ottobre 2009 08:59

Castagno CentocavaliUna mirata campagna per proteggere e ripiantare alberi riparte dal Mezzogiorno d’Italia, per ricordare il valore e l’importanza dei grandi Alberi, per il benessere e il futuro dell’uomo.
L’importante incontro si e’ tenuto sabato 10.10.2009 presso l’orto botanico di Catania, promosso da Carmelo Nicoloso (coordinatore sud Italia di Pro Natura) e dal prof. Franco Tassi (Comitato Parchi Internazionali), supportato dal prof. Pietro Pavone (direttore orto botanico CT), hanno partecipato con pregevoli relazioni il Soprintendente Gesualdo Campo, il Commissario Straordinario Parco delle Madonne Angelo Aliquo’, il direttore Parco Etna Giuseppe Spina, Assessore Ambiente Provincia di Catania Giovanni Bulla, tra gli interventi programmati quelli di Fabio Morreale (Natura Sicula) e del fitogenista Alfio Bruno. Per l’occasione, l’Archeoclub sede Etnea e il suo presidente Massimiliano Tornabene partecipando all’evento,  hanno testimoniato il sostegno a difesa dei Monumenti Vegetali, proprio in avvio del nuovo anno sociale.


Un minuto di silenzio, nella giornata di lutto nazionale, in ricordo delle vittime per l’alluvione in provincia di Messina, una tragedia caratterizzata da un dissennato uso del territorio, maturata anche dai continui incendi, segnata da un’ottusa gestione e in alcun casi da una scarsa vigilanza.
Significativa la scelta di Catania,  la citta’ che affonda le sue radice nel piu’ grande vulcano d’Europa, Etna - Montagna Sacra, unica per la storia e la rigogliosità della vita e della natura.
Albero ScolareQuesta Campagna si ispira all’Operazione Grande Albero, lanciata proprio dal prof. Franco Tassi e dal Centro Studi Ecologici Appenninici, con il pieno appoggio del Parco Nazionale d’Abruzzo e del WWF Italia, poi ripresa e diffusa ampiamente dal Corpo Forestale e da molte Associazioni ambientaliste.
Il focus presentato dallo storico Direttore Soprintendente del Parco Nazionale d’Abruzzo (noto in Italia e all’estero come studioso ricercatore e giornalista-scrittore), parte da lontano, quando nel 1969 nasce nel Parco Nazionale d’Abruzzo la tavola del “Grande Albero”, e solo un anno dopo insieme alla Societa’ Botanica Italiana viene avviata l’“Operazione Grande Albero”. Sono diversi negli anni a seguire le iniziative a sostegno dei Patriarchi verdi, degli Alberi monumentali - Matusalemme della Foresta, per arrivare nel 2000 agli Alberi Sacri. Il suo intervento corredato dal supporto di diverse immagini, ha raccontato la storia dei grandi alberi presenti in diverse parti del mondo, ha fatto rivivere nello spirito quello che è stato il “patriarca storico” più famoso del mondo, il Castagno dei Cento Cavalli, visitato e ritratto nei secoli scorsi da innumerevoli studiosi e viaggiatori italiani e stranieri. Un colosso che, secondo le testimonianze di antichi botanici e pellegrini del Grand Tour misurava, all’epoca, oltre sessanta metri di circonferenza: ed era quindi, per quanto noto, il più grosso albero del mondo, persino più massiccio dei Baobab della savana africana e del celebre Cipresso di Montezuma in Messico. Purtroppo bisogna segnare l’ecatombe dei plurisecolari “Alberi Padri”, patriarchi della natura nei boschi, nelle campagne e persino nei viali e parchi cittadini, alcuni esemplari di pino loricato incendiati, oppure il “taglio colturale” imposto da “esperti forestali” nella pineta di San Rossore (tenuta Presidenza della Repubblica), sono alcuni dei “crimini ecologici” che non possono avere giustificazione di sorta.
 L’ isola Trinacria non è stata soltanto una fucina culturale ricchissima, fin dai tempi della Magna Grecia: rappresenta anche un crocevia biogeografico unico nel Mediterraneo, perché racchiude un poco d’Europa, molto di Africa e qualcosa di Oriente… Peregrinando tra monti e litorali, e spingendomi fino alle più remote isole circumsiciliane, si incontra il Faggio e la Betulla discesi dal Nord, il Falco della Regina e la Retama giunti dal continente nero, il Platano orientale e la Zelkova venuti dalle terre transadriatiche
 “Il primato del Castagno dei Cento Cavalli – ha spiegato il Soprintendente Campo – non è soltanto naturalistico, con le sue dimensioni e la sua età più che longeva, ma anche istituzionale e storico, come dimostrano i documenti esistenti. Il primo atto per la tutela dei Beni ambientali, infatti, è del 1745 e questo sito ha tutto il diritto di essere inserita fra i beni mondiali da proteggere”.
Il 12 agosto 1745 il Regno di Sicilia, con la firma apposta al Regio Decreto dal viceré Corsini, si pronunciava a favore della conservazione e la tutela del patrimonio naturalistico del Bosco di Carpineto (nato prima di Yellowstone), sopra Mascali, e in particolare della valorizzazione dei castagni con più di 30 palmi di circonferenza.
Tra questi, rientrava e superava abbondantemente il limite il Castagno dei Cento Cavalli, nel territorio di Sant’Alfio, con i suoi 232 palmi pari a circa 58 metri. Il primo botanico che parlo’ del Castagno dei cento Cavalli fu il canonico Giuseppe Recupero, che nel ontano 1815 ne descrisse l’esistenza nella “Storia naturale e Generale dell’Etna”.  Il castagno noto e famoso perche’ sotto alle sue fronde si riparo’ la Regina Giovanna d’Aragona. Malgrado l’incuria e i maltrattamenti, questo mitico gigante scampato agli incendi e alla scure, alle tempeste e alle eruzioni, seppure sopravvive ancora, necessita di una mirata tutela e una maggiore valorizzazione.

 

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