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Dalle asperità dell’Etna, dov’era in corso l’eruzione, alla sacralità del Vaticano, all’atmosfera mistica di Assisi e, adesso, alle cime ancora innevate della Val d’Aosta. Il progetto “Tom Perry sui sentieri di Giovanni Paolo II. Le care montagne che parlano di Dio” si sviluppa su un itinerario di fede e di bellezze naturali che ha attraversato tutta la Penisola, da sud a nord, e che prossimamente si concluderà a Cracovia. Il tutto nel ricordo del Santo Padre Giovanni Paolo II, che fin da bambino, e fin quando le condizioni di salute glielo permisero, mantenne un rapporto unico, di grandissimo amore e rispetto, per le montagne.
La Provincia di Catania, insieme alla Presidenza del Consiglio regionale della Val d’Aosta e della Provincia di Vicenza, ha sostenuto questa iniziativa che ha un alto significato non solo spirituale, ma anche educativo perché sottolinea il valore della natura e l’importanza della sua conservazione. La quarta tappa si è snodata dal monastero di Quart, a pochi chilometri da Aosta, al santuario di Cuney, “Notre dame des neiges” a 2.700 metri, il più alto santuario mariano d’Europa. Nel monastero di Quart, che ospita una piccola comunità di suore di clausura dell’Ordine delle Carmelita scalze, il vescovo di Aosta, monsignor. Giuseppe Anfossi, alla presenza delle massime autorità locali e dell’ “alpinista scalzo” Tom Perry ha celebrato i vespri e successivamente ha scoperto e benedetto la litografia realizzata dal maestro catanese Elio Ruffo che raffigurato Papa Giovanni Paolo II con alle spalle le montagne innevate. Proprio Giovanni Paolo II nel 1986 partecipò alla posa della prima pietra del monastero, nel 1989 alla sua inaugurazione e vi tornò 10 anni dopo in visita. Successivamente autorità istituzionali e religiose e diverse centinaia di fedeli si sono dati appuntamento a quota 2.700 metri al Santuario di Cuney, di recente restaurato, dedicato alla Madonna delle nevi , in occasione del 350 anniversario della sua consacrazione, per la messa, officiata da monsignor Anfossi, e la tradizionale benedizione della Croce nell’acqua del torrente che scorre nelle vicinanze. “La montagna rappresenta la massima e pacifica espressione della natura – ha sottolineato l’assessore provinciale alle Politiche dell’Ambiente, Giovanni Bulla, in rappresentanza del presidente Giuseppe Castiglione, accompagnato dal comandante della Polizia provinciale Valerio Saitta -. Questo progetto accomuna realtà territoriali lontane in termini culturali e geografici, ma unite dal rispetto e dall’amore per la natura, nel ricordo di un protagonista della fede e della storia contemporanea qual è Giovanni Paolo II”. “Sfidare se stessi oltre i propri limiti non crea esaltazione – ha dichiarato Tom Perry – ma dà la coscienza della fragilità umana”. “La montagna si scala e si scopre con i piedi, Tom Perry lo fa a piedi nudi, un segno di umiltà e di rispetto per scoprire ancora più a fondo la bellezza e la semplicità della montagna”, ha aggiunto il presidente Alberto Cerise. Il progetto, coordinato da Carmelo Nicoloso, ha avuto proprio un entusiasta sostenitore nel presidente del Consiglio regionale della Val d’Aosta Alberto Cerise, che fu per molti anni guida del Santo Padre nelle sue escursioni sulle montagne valdostane durante i soggiorni a Les Combe. Papa Woytila era un esperto alpinista. Fu affascinato anche dall’Etna dove, nel 1962, quand’era arcivescovo di Cracovia, andò a pregare davanti all’altarino della Madonna delle nevi, a quota 2.000, poco oltre il Rifugio Sapienza, altarino che fu successivamente distrutto dall’eruzione del 1983. Tornato a Catania nel 1994, Giovanni Paolo II voleva risalire sull’Etna, ma le condizioni atmosferiche non lo permisero.
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