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Nuovo Presidente Regionale Stampa E-mail
Scritto da Carmelo Nicoloso   
Mercoledì 01 Aprile 2009 16:40
Giuseppe Lo Porto  eletto Presidente Regionale di SiciliAntica
altL’Assemblea triennale di SiciliAntica ha eletto l’architetto catanese Giuseppe Lo Porto Presidente Regionale della prestigiosa associazione che da tredici anni si occupa di tutela e valorizzazione dei beni culturali ed ambientali dell’isola.
SiciliAntica è ormai la più diffusa ed attiva associazione di volontariato , basti pensare che lo scorso anno ha realizzato , oltre ad una miriade di attività culturali , ben tre scavi archeologici, diretti dalle Soprintendenze competenti, all’acropoli greca  di Agyrion, al sito preistorico di Contessa di Sotto a Buscemi  ed  alla  necropoli medievale delle Terme della Rotonda a Catania.
Attualmente è in corso uno scavo presso il sito medievale della Gangia di Paternò.
Affiancheranno Lo Porto nella conduzione di SiciliAntica i Vicepresidenti, l’ ing. Giuseppe Canalella di Mussomeli e la dott.ssa Caterina Giordano di Palermo, la Segretaria Regionale prof. Simona Modeo di Caltanissetta, il Direttore della rivista “SiciliAntica” Alfonso Lo Cascio di Termini Imerese, il Tesoriere Pippo Virgillito ed il Responsabile Giovani Giuseppe Barbagiovanni di Paternò.
L’Assemblea è stata anche l’opportunità per fare il punto sullo “stato dell’arte” dei Beni culturali siciliani ; un quadro contrastante che , se da un lato vede un forte impegno culturale , etico e sociale da parte  dei volontari
dall’altro presenta ancora gravi  forme di  manomissione di un patrimonio unico.
Dalle disinvolte attività  edilizie di Agira , dove di giorno si costruisce e di notte negli stessi cantieri edili gli stessi operai si trasformano in tombaroli , alle decine di pale eoliche che minacciano il Castelluccio medievale di Racalmuto e l’area archeologica limitrofa , dai palazzi nobiliari di Caltagirone , le cui facciate decorate con le ceramiche famose nel mondo vanno in disfacimento, al centro storico di Caltanissetta  con i suoi palazzi nobiliari e quello che resta della torre del Magistrato.
Ad Agrigento sono abbandonate le architetture tardo gotiche, chiaramontane ed aragonesi, la tonnara di Siracusa,  nonostante i finanziamenti europei concessi, aspetta ancora il  restauro, a Nicolosi andrebbero recuperati gli antichi altarini, a Paternò impera il vandalismo sulla collina storica, a Leonforte garvi manomissioni al palazzo del fondatore della città, il  principe Branciforti, ed  alle scuderie ammirate dal re Vittorio Amedeo di Savoia .
Ad Enna sta crollando il convento dei Benedettini mentre  nella torre di Federico  piove dentro  ed i due musei cittadini sono  chiusi da tempo.
A Mascalucia l’intero territorio comunale è stato cementificato e le poche  piramidi a gradoni in pietra lavica rimaste hanno le ore contate.
Ancora lungo potrebbe essere l’elenco in un’isola ricchissima a sua insaputa e contro la sua volontà.

 

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