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| PARCHI E LAVORO lungo i sentieri dell’Ecoturismo |
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| Scritto da Carmelo Nicoloso |
| Venerdì 13 Marzo 2009 12:23 |
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L’economista Joseph La Palombara, consigliere di Clinton, guarda caso di origine abruzzese, defini’ i parchi nazionali italiani “one of Italy’s best kept secrets” uno dei segreti nazionali meglio custoditi. Osservando l’Italia dal satellite, scorgiamo in modo evidente la sua strategica collocazione, una posizione ideale al centro del Mediterraneo, ma nonostante cio’, e’ difficile capire come mai il nostro paese non si trova al top del turismo mondiale, considerato il consistente patrimonio paesaggistico e culturale, con ambienti naturali unici? Forse la nostra e’ un’offerta turistica obsoleta e disarticolata? Non si puo’ pensare sempre ed esclusivamente ad un turismo di monumenti d’arte, sicuramente l’Ecoturismo o Turismo verde offre una grossissima opportunita’ per il nostro paese, creando la disponibilita’ di nuovi posti di lavoro. In Italia siamo riusciti a raggiungere e superare l’obiettivo del 10% per la protezione del territorio nazionale, dopo anni di grandi battaglie, grazie all’attivita’ prestata dalle associazioni ambientaliste e alla propulsione del Comitato Parchi guidato da Franco Tassi. Oggi quando si parla di opportunitita’ in termini socio economici nelle aree protette, non possiamo focalizzare l’offerta lavoro solo ed esclusivamente in ambito tecnico/burocratico attorno ad una scrivania, oppure girovagando in lungo in largo per il territorio con l’ausilio di vari mezzi e sofisticati supporti. Il lavoro nel parco e nell’area protetta si deve costruire al di fuori della “sede” del Parco: - sviluppando l’idea d’impresa in modo organico e funzionale; - utilizzando in modo appropriato le risorse; - linkando l’attivita’ con tutti gli organismi presenti nel territorio; - creando le necessarie sinergie all’interno e all’esterno dell’area protetta; - collegandosi alle necessarie reti per un costruttivo e utile interscambio. Purtroppo ancora oggi va ricordato che i parchi e la natura in Italia sono davvero poco conosciuti, oltre alla biodiversita’, con la sua ricchezza di fauna e flora, va ricordato anche l’aspetto paesaggistico, probabilmente una delle forze preponderanti che all’inizio determinarono la costituzione dei primi parchi nazionali del mondo. Attraverso la conoscenza delle aree protette ed una corretta informazione mirata va sviluppato un programma formativo operativo sul campo, attivando un processo diversificato e armonico con l’opportunita’ di creare nove forme d’impresa, il tutto indirizzato sopratutto al coinvolgimento diretto dei giovani. Le materie ambientali sono certamente tra le piu’ controverse e controvertibili, una verita’ e’ certa: la domanda di natura aumenta sempre, ed aumentera’ sempre di piu’ , cosi’ come aumenta il tempo libero. Ma e’ necessario considerare che l’offerta di natura non aumentera’ illimitatamente, trova gia’ ora forti limiti. Natura integra, natura inviolata da offrire ce n’e’ sempre meno, questa e’ la materia prima che occorre preservare, conservare il patrimonio che e’ la ragion d’essere quale fonte dell’attrazione turistica. La valorizzazione del territorio, va vissuta e sviluppata attraverso la riscoperta dell’identita’ dei luoghi, comprensiva dei valori culturali tradizionali, oltreche’ della natura, cio’ costruisce il meccanismo migliore, atto a riequilibrare il divario esistente fra le zone forti (aree industriali) e quelle economicamente marginali ed emarginate (zone di pianura e interne). E’ indispensabile rapportarsi a quelle che sono le tipicita’ locali, in termini di prodotti tipici, come la genuinita’ dell’agroalimentare, oppure l’esclusivita’ dell’artigianato locale, tutto questo ci riconduce alle nostre radici, attraverso l’estrazione di questi elementi cardini, che si costruisce lo sviluppo socio/economico del Parco, soprattutto per quei comuni aderenti e/o vicinori all’area protetta. Questo riequilibrio si manifesta perche’ il Parco richiamando flussi turistici consente di capitalizzare flussi monetari con circolazione di denaro; si cerano altresi’ flussi di socialita’, sviluppando cosi’ il contatto sociale, con il coinvolgimento diretto dei giovani, invitati e incentivati a restare a lavorare a casa propria, tutto cio’ significa flussi culturali, con una maggiore circolazione di idee. Ovviamente tutto cio’ non va rapportato solo in ambito terrestre, ma riguarda e coinvolge anche l’ambiente marino. Il nostro paese con ben 8000 km di coste e 300 piccole isole si ritrova fondali meravigliosi e segreti, dall’aspetto quasi subtropicale, dove vive ancora la foca monaca, seppure ridotta quasi ad un fantasma, purtroppo frequenta cavita’ sottomarine inaccessibili. Nel Mediterraneo lo stato virtuale dell’aree marine protette sembra quasi un lontano ricordo, alle storiche Miramare e Ustica, si affiancano realta’ decisamente operative sopratutto in Sicilia, supportate dalla fattiva collaborazione degli ambiti tecnico scientifico, a cui va associata la crescente sinergia che man mano va maturando anche da parte dei pescatori locali. Nel canale di Sicilia si va consolidando un nuovo Santuario dei Cetacei a largo delle isole Pelagie, qui cosi’ come attorno alle altre isole minori, si organizzano crociere dedicate per avvicinare cheloni e grandi mammiferi marini, indirizzate non solo ai ricercatori ma anche ad ecoturisti. Per incentivare a programmarsi e organizzare concretamente l’Ecoturismo soprattutto nel mezzogiorno ed in Sicilia in particolare, va ricordato che la provincia di Catania grazie all’Etna e’ tra le mete piu’ frequentate in Italia, ovviamente la piu’ gettonata e’ il Parco Nazionale d’Abruzzo. L’attivita’ preferita nelle aree protette rimane l’escursionismo, seguito dal trekking in mountain bike e bridwatching, non tralasciando l’aspetto enogastronomico, grazie al quale crescono e si organizzano strutture ricettive come l’agriturismo.
Carmelo Nicoloso (coord. Sud Italia Pro Natura) |


