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Biodiversità a rischio: Il gatto selvatico, eslusiva presenza nei boschi etnei. Stampa E-mail
Scritto da Carmelo Nicoloso   
Venerdì 12 Dicembre 2008 11:17

Una delle piu' rappresentative specie di fauna selvatica presenti sull'Etna e' certamente il gatto selvatico (Felis silvestris).
Da qualche anno grazie all'attenzione prestata dal direttore del Parco dott. Giuseppe Spina, e' stato avviato un progetto finalizzato alla scoperta nei nostri boschi del fiero "gattone", promosso d'intesa con una Fondazione tedesca, principalmente focalizzato in attivita' d'educazione ambientale indirizzata alle scolaresche, in parte s'e'avviato anche un limitato programma di monitoraggio della specie, a cura di qualche ricercatore universitario e un parziale supporto della Ripartizione Faunistico Venatoria e Ambientale di Catania.

Purtroppo l'attivita' di bracconaggio non esclude neanche questa specie, diversi mesi fa e' stato rinvenuto all'interno del Parco un esemplare morto di gatto selvatico (probabilmente avvelenato), recuperato dagli uomini del Corpo Forestale della Regione Siciliana e consegnato alla dott.ssa Marino dell'Istituto Zooprofilattico della Sicilia Orientale.
Questa notizia seppur circolava sul quotidiano locale, non ha sortito un'adeguata attenzione, purtroppo fa parte di quella lunga lista di specie rischio a cui sono assoggettate da tempo diversi esemplari di fauna selvatica non solo in Sicilia. Ecco che diventa fondamentale avviare un programma di MONITORAGGIO coordinato e sinergico per quanto attiene la BIODIVERSITA' ANIMALE, riprendere quel virtuosismo costruttivo lanciato dal sottoscritto diversi mesi fa agli organismi istituzionali preposti in materia.
Seguire l'aura di mistero e di leggenda che circonda questo mitico animale, ci riconduce al nostro territorio e al nostro passato, ritornano in mente i ricordi della nostra infanzia, quando attorno al fuoco del camino si fantasticava attraverso il racconto dei nostri antenati. Il suo comportamento elusivo lo distingue tra le specie faunistiche presenti sul nostro vulcano, e' possibile avvistarlo solo attraverso pazienti appostamenti e sorprenderlo magari durante i suoi spostamenti.
Luigi Lino e' uno dei naturalisti che l'ha seguito a lungo in giro per la Sicilia, ne descrive la sua eccezionale agilita', testimoniando di avergli visto compiere da fermo balzi in altezza di oltre tre metri, arrampicandosi su una parete liscia.
Simile a un grosso gatto domestico, il gatto selvatico si distingue per il pelo piu' folto e per la grossa coda marcata da evidenti anelli neri, ma sopratutto per il comportamento simile a quello di una fiera. Predatore eccezionale, questo felino e' un animale agile e silenzioso, si sposta da un posto all'altro senza fare alcun rumore, questo per sorprendere le sue prede, sostando anche su rami di grossi alberi. Gli habitat abituali sono le fessure tra le rocce e le cavita' degli alberi morti. Preferisce i climi freddi e a temperature assai rigide rimane attivo. Le sue prede preferite sono I piccolo roditori e gli insettivori, rientrano nella sua dieta anche conigli, uccelli e grossi insetti. Il gatto selvatico si accoppia nel mese di febbraio. I piccoli, generalmente 3 o 4, nasceranno in maggio. Il comportamento di mamma gatta e solitamente scontroso e schivo, dedica (come tutti gli esemplari della sua specie) cure amorevoli per alcuni mesi (secondo l'habitat scelto), poi li porta in giro per addestrarli alla caccia e insegnare loro come comportarsi in natura.
Nemici mortali del gatto selvatico sono il cane, e dove sono presenti l'aquila reale e la lince, con questi in ogni caso ingaggia furiosi combattimenti che in taluni casi vedono soccombere i suoi aggressori. Il peggior nemico e' certamente l'uomo, che gli ha dato per lungo tempo una caccia spietata, decimandone le popolazioni, tanto da far ritenere in molti casi che fosse scomparso.
In Sicilia, oltre che nel versante settentrionale dell'Etna, sembra che sia presente anche sulle Madonie e sui Nebrodi.
 
         Carmelo Nicoloso
(coord. Sud Italia Pro Natura)

 

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