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ETNA "una risorsa per tutti, un patrimonio che unisce e non divide" Stampa E-mail
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Scritto da Carmelo Nicoloso   
Giovedì 11 Settembre 2008 07:02

L’estate e’ la stagione per eccellenza dove si registrano spettacoli ed eventi di varia natura in giro per la Osservatorio_900nostra isola, anche la provincia di Catania e’ ricca di interessanti manifestazioni, diversi incontri culturali catalizzano l’attenzione sulla grande MONTAGNA SACRA AL CENTRO DEL MEDITERRANEO, coniata dalla gente dell’Etna come“A Muntagna” .

Una serie di eventi ed appuntamenti in giro per i paesi pedemontani del vulcano piu’ alto d’Europa, portano a riflettere e confrontarsi su questioni legate ad aspetti di tipo naturalistico, in particolare in tema di tutela e gestione dell’area protetta,  compresa la parte di protezione civile che riguarda i vari rischi determinati dall’attivita’ del vulcano, non ultime, le iniziative organizzate per valorizzare e divulgare la conoscenza di personaggi unici,  non solo figli prediletti della nostra terra di Sicilia, ma anche ospiti illustri che alle falde del nostro vulcano hanno radicato la loro presenza.
Tanti personaggi piu’  o meno noti hanno scritto, hanno divulgato attraverso le immagini,  si sono prodigati in importanti ed esclusive imprese, con l’intento di far conoscere-apprezzare-amare il grande PIANETA ETNA. Alcuni d questi come Antonio Nicoloso sono legati in modo viscerale al vulcano, la sua discesa all’interno del cratere centrale nel 1974 restera’ unica nella storia della vulcanologia, Antonio c’ha lasciati lo scorso dicembre, recentemente si sono attivati ed organizzati vari eventi e ricorrenze per ricordare la sua figura, tra le tante attivita’ imprenditoriali portate avanti sul vulcano insieme al fratello Orazio, va ricordata quella meno nota del volo libero, la loro sinergia con i cugini d’oltre alpe l’ha portati a costituire i FALCHI DELL’ETNA; successivamente un altro personaggio iniziava a muovere i primi passi sulle nevi della “Muntagna”, era proprio Angelo D’Arrigo, l’Icaro Etneo, grande recordman e campione mondiale di volo libero, anche lui scomparso qualche anno fa, legatissimo ai fratelli Orazio e Antonio Nicoloso.
Recentemente a solcare le ruvide e impervie sciare dell’Etna e’ arrivato un singolare personaggio, il suo nome e’ Antonio Peretti, in arte Tom Perry l’alpinista scalzo. La sintetica filosofia che ispira Tom , gli consente a piedi nudi di percepire tutta l’energia della terra, rigenerandolo spiritualmente, trasformandolo interiormente, l'alpinista scalzo intende trasmettere un messaggio preciso indirizzato alla solidarietà e all'altruismo, vuole essere uno stimolo a riflettere sui valori, discutibili, sui quali si basa la moderna società dei consumi.
Oggi noto con amarezza la difficolta’ a comunicare con diversi amici e rappresentanti di taluni organismi istituzionali, al di la del  ruolo svolto, c’e’ una grande mistificazione nei rapporti, e’ difficile instaurare un dialogo, finalizzato ad un confronto leale e costruttivo.
Ma e’ fondamentale armonizzare un percorso che consenta la fruizione a tutti di un bene comune, qual’e’ l’Etna,  questo patrimonio va preservato attraverso una pacifica convivenza, senza barriere e steccati, rafforzando attraverso l’unione e la sinergia la comunione d’intenti.
Spesso i testi scritti, le parole e le pubbliche relazioni non ti consentono di comunicare il grande amore che ti lega “a muntagna”, ma fortunatamente il rapporto diretto sul campo, in attivita’ escursionistica nel cuore dell’Etna, ti permette di rinsaldarti all’essenza delle tue radici.
AstragaloEcco come una giornata sul versante nord del vulcano, trascorsa insieme agli amici Rosario Catania e Nino Cannavo’, accompagnati dal sovrintendente Carmelo Cavallaro (Soccorso Alpino Forestale Linguaglossa) , mi consente di rivivere i passati escursionistici, immerso nella maestosita’ di incontaminati deserti vulcanici, intervallati da caratteristiche lave a corde, dove si ritrovano disseminati qua e’ la diversi hornitos, con la presenza di alcuni coni avventizi datati nel tempo, a far capolino l’orizzonte dei pulvini spinosi con l’endemico Astragalus siculus, e ancora il Tanaceto siciliano, il Senecio dell’Etna, il Rumex, la Saponaria eletta a simbolo del Parco.
Durante la nostra scarpinata  di tanto in tanto lo sguardo va in alto, con la speranza d’avvistare la “regina dei cieli”-l’aquila reale, ci dobbiamo consolare della presenza di qualche gheppio, che procede innanzi al nostro itinerario, fino a portarci a ridosso delle bocche del 2002. Sono evidenti i segni lasciati in giro nell’area antistante piano Provenzana, notevoli i danni arrecati alla vegetazione,  tetri scheletri di Pino laricio e Faggio, testimoniano gli effetti folgoranti delle diverse colate, colpite anche alcune colonie di ginepro, una bomba vulcanica si trova incastrata tra alcuni polloni di faggio.
Il ricordo della drammatica eruzione e’ indelebile nella memoria, per quanto attiene la ricostruzione sul etna 2002versante nord, si nota una lenta e parziale attivita’ ,  diversi operatori turistici come Ignazio Russo, sono ancora ospitati nelle baracche, qui’ e’ tangibile lo stato di evidente precarieta’ strutturale.
Questo e’ un vulcano – un parco frequentato da turisti, studiosi-ricercatori, magari semplici curiosi provenienti da ogni parte del mondo, gente di varie estrazioni culturali, politiche e religiose, una grande biosfera al centro del Mare Nostrum, un’area ricca di varieta’ biologiche con significative presenze di importanti endemismi, qualificate attivita’ agricole/artigianali che evidenziano la manualita’ e la gestualita’ dei qualificati artigiani/artisti locali, dove il basalto e i suoi derivati assumono e risaltano i connotati dell’autentica “civilta’ della pietra lavica”.
Un patrimonio che nei secoli ha permesso di costruire gratificanti opportunita’, talvolta sviluppatosi da contrasti e divisioni di varia natura, aspetti che hanno segnato nei secoli un importante processo culturale, la storia attorno al vulcano e’ rappresentata da una significativa devozione religiosa, espressione di un’iconografia artistica forse poco nota, ma dai qualificati contenuti.
Tutto cio’ va preservato attraverso un’azione mirata, ricordandoci che l’Etna si trova in provincia di Catania, si trova in Sicilia, si trova in Italia, si trova in Europa al centro del Mediterraneo, e’ patrimonio dell’Umanita’,  i progetti – i programmi vanno accomunati con finalita’ che apportino beneficio alle comunita’ locali, estrapolando le fattive potenzialita’.

Carmelo Nicoloso
uff. 0956362763 - cell. 3392482300

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