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Veterinari amico degli animali Stampa E-mail
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Scritto da Carmelo Nicoloso   
Martedì 24 Giugno 2008 07:24

Asino RagusanoIn questi anni un interrogativo mi frulla spesso alla mente, il veterinario è un “filosofo mestierante” oppure un “professionista motivato”?
Certamente questa valutazione scaturisce principalmente dal mio ruolo attivo nell’impegno ambientale, sicuramente non generalizzata, senza nessuna intenzione speculativa nei confronti della categoria professionale, verificata su esperienze dirette, maturata in diversi decenni di attività soprattutto a sostegno della fauna selvatica.


Va riconosciuto il merito alle istituzioni sanitarie preposte in materia, in particolare in Sicilia che in questi anni hanno realizzato importanti progetti ed iniziative, atte a fronteggiare svariate emergenze sanitarie, seppure si sono riscontrati alcuni “flop”  proprio da alcuni ambiti veterinari della AUSL3 di Catania. Cio’ causato dall’indole esuberante di qualche “veterinario” preso un tantinello da eccesso di protagonismo e da superficialità gestionale, questo fa male a quei professionisti che dedicano con grande sacrificio un’importante opera sanitaria, non solo per gli animali domestici ma anche per la fauna selvatica autoctona ed esotica. Il continuo interesse e la grande risposta da parte dei giovani - motivati studiosi e ricercatori, mi aveva frenato un bel pò prima di riportare questa mia riflessione, ma i tantissimi episodi che mi hanno visto direttamente coinvolto in esperienze negative, alcune in modo molto diretto e personale, mi spingono a spronare l’attenzione dei preposti in materia.
Riporto di seguito un recentissimo episodio che mi ha colpito profondamente, è stato la perdita di un asinello, la cui madre non è riuscita a dare alla luce; la proprietaria si è presentata da un altro veterinario (il suo era assente), raccontando che il puledrino era morto, la madre stava molto male, in quanto non riusciva a spingerlo fuori, con l’aiuto quasi tempestivo del veterinario l’asinella si è riuscita a salvare, ma è rimasta colpita dalla perdita del suo piccolo, lo cercava come una forsennata in giro per la stalla, la proprietaria ha percepito la grande tristezza vissuta da questa Asinella.
In Sicilia l’asino è “u sceccu”, un toponimo che viene universalmente attribuito a quei soggetti “umani”  definiti “ignoranti - testardi- stolti ….”,   vi assicuro che la superficialità mostrata dal veterinario che ha seguito la gravidanza di detta asina, con la contestuale perdita del puledro mi priva di attribuire questo  “titolo”, perché  offenderei questa stupenda specie.
Un articolo curato tempo fa su “I Viaggi di Repubblica” dalla mia amica Rossela Cerulli, mi riconduce alla favola dell’Asino di Ali’  - un animale sfortunato che aveva un padrone molto cattivo, che lo picchiava spesso. Un giorno, Alì doveva recarsi al mercato a vendere le spugne. Caricò l'asino e si avviò. Come al solito, cominciò a dare frustate e bastonate. E siccome l'asino camminava troppo lentamente, lo punì facendolo cadere con il carico dai spugne nell'acqua del fiume: come si sa, le spugne imbevute d'acqua diventano troppo pesanti. Il Mago dei Fiumi però ebbe pietà del povero asino e trasformò tutte le spugne in oro. Alcuni ladroni, che erano appostati vicino alla riva del fiume, videro l'asino mentre usciva dall'acqua con il carico d'oro e subito pensarono di impadronirsene. Infatti, picchiarono Alì a bastonate e portarono via l'asino».
E’ un racconto per bambini, ma utilissimo per far riflettere anche gli adulti, il nostro senso cristiano, ci permette di trovare tutti gli ingredienti da poter accostare alla tematica del “somarello” di Gesù, quando chiese di montare nell'occasione della festa delle Palme per, poi  disporsi al sacrificio del Golgota. Molte volte è la “legnosità” del somaro a ingenerare conflitti infelici irreversibili, paragonando il “somaro” alla mente da dover dominare.
Attraverso questo parallelismo non intendo attribuire alcuna responsabilità diffusa, ma espressamente soggettiva, in quanto il narcisismo, il protagonismo spropositato, l’incondizionata arroganza e la superficialità gestionale, arrecano un certo danno (non solo d’immagine)  all’ordine professionale, attraverso una proficua deontologia e una consistente etica, i veterinari sono il fulcro delle attività sanitarie non solo pubbliche ma anche private,  le loro attività  stimolano quotidianamente  la fiducia e il rispetto da parte della società civile e dei singoli cittadini in particolare.

Foto: Gianni Lorio
Carmelo Nicoloso
(vicepres. SWF)

 

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