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Parco Fluviale del Simeto Stampa E-mail
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Scritto da Caremlo Nicoloso   
Lunedì 09 Giugno 2008 17:46
Una proposta condivisa per un reale sviluppo ecocompatibile
In questi anni svariate vicende hanno interessato la Valle del Simeto, evidenziando problematiche e questioni di varia natura dalle diverse sfaccettature, sicuramente la piu’ spinosa e’ stata quella legata alla realizzazione del Termovalorizzatore.
Nei mesi scorsi l’attenzione prestata all’area intermedia del Simeto riguardava lo stoccaggio di certi rifiuti pericolosi in area privata (sottoposta a sequestro dall’autorita’giudiziaria), in previsione di realizzazione dell’Inceneritore. La condivisione delle comunita’ locali di non realizzare detta infrastruttura e’ stata pressocche’ totale, alle iniziative promosse da alcuni movimenti ecologisti e dalle associazioni ambientaliste, s’e’ avuta una grande partecipazione delle collettiva, con la presenza di gruppi appartenenti a varie estrazioni politiche e sociali. A seguito delle proteste e considerata la valenza naturalistica dell’area, sembra che il governo regionale intende spostare altrove la realizzazione del Termovalorizzatore. L’efficace valorizzazione del patrimonio naturalistico di detta area puo’ concretizzarsi nella proposta d’istituzione del PARCO FLUVIALE DEL SIMETO. E’ fondamentale intanto non strumentalizzare dal punto di vista politico il progetto per formalizzare il Comitato di Proposta, il tutto va concertato con le realta’ socio/economiche locali, in modo serio e costruttivo con l’intento di produrre un efficace supporto per lo sviluppo, evitando di impattare nei meandri di certi estremismi ideologici. Il Comitato di Proposta del PARCO FLUVIALE DEL SIMETO non perdendo mai la strada maestra della sostenibilità ecologica, deve attenzionare in modo serio e costruttivo lo sviluppo economico locale, valorizzando i prodotti tipici attraverso una mirata azione di promozione, puntando soprattutto ad un fattivo coinvolgimento con tutte le istituzioni, ottimizzando in modo armonico la ricerca scientifica con le attività agricole/artigianali, puntando ad una valida offerta eco turistica, recuperando strutture - siti archeologici e contemplando vie d’accesso (ecocompatibili) per facili percorsi di fruizione.
Premesso che gia’ di fatto a monte (dalla sorgente) esistono due aree protette gia’ istituite e cioè: una porzione dei Nebrodi Catanesi quindi la Riserva Naturale Integrale “Forre del Simeto”, alla foce si trova la Riserva Orientata “Oasi del Simeto”, esiste di fatto un’area naturalistica di grande importanza ZPS (zona di protezione speciale) quale “Ponte Barca”, anziché’ creare ulteriori rivoli che non fruttificano alcuna concretezza gestionale, sarebbe opportuno accorpare tutta l’area in un'unica Entita’ (PARCO), al fine di concentrare ed armonizzare i compiti istituzionali. Gia’ da 7 anni la Regione Siciliana ha istituito in ambito fluviale un Parco quello dell’Alcantara, che insieme all’Etna ai Nebrodi e alle Madonne rappresenta il “poker” dei Parchi nell’isola.

Il Simeto è il maggiore fiume siciliano per estensione (circa 4.200 kmq), occupa gran parte dei rilievi montuosi della Sicilia orientale interessando le province di Catania, Enna e Messina, ha origine a valle del centro abitato di Maniace, dalla confluenza dei torrenti Cutò, Martello e Saracena, questi provenienti dai monti Nebrodi, forniscono il più importante contributo idrico, in quanto raccolgono le acque dei territori dell'isola dove si verificano le più consistenti precipitazioni. Dopo un percorso di circa 113 km il Simeto sfocia nel Golfo di Catania; sono diversi gli affluenti, nella parte orientale del bacino, occupata quasi interamente dalle vulcaniti etnee, è invece assente un reticolo idrografico superficiale a causa della elevata permeabilità dei substrati vulcanici. Il primo affluente del Simeto è il fiume di Troina o F. Serravalle, che ha anch'esso origine sui monti Nebrodi e confluisce con il Simeto nei pressi del ponte della Cantera (Bronte). L'ultimo affluente del Simeto è il F. Gornalunga, il cui bacino comprende anche una parte degli Iblei. Il Gornalunga un tempo aveva una foce autonoma in corrispondenza dell'attuale omonimo lago; nel 1621 fu deviato nel fiume Simeto poco prima della foce.
Caratterizzato da ambienti molto spesso unici per la tipicita’ delle acque, per il regime e per il tipo di substrato. Le sorgenti occupano aree di ristrettissima estensione e ciò ne determina la particolare fragilità nei confronti di alterazioni ambientali, ospitano una fauna molto specializzata, spesso con specie endemiche, testimonianze naturali, ma anche culturali, di millenni di evoluzione biologica. Purtroppo, la maggior parte delle sorgenti è stata da tempo captata e soltanto nei tratti sommitali dei bacini, soprattutto nei monti Nebrodi, si rinvengono sorgenti ancora in condizioni di naturalità. Sulla base delle caratteristiche geomorfologiche o biologiche, possiamo distinguere nel fiume un tratto montano, uno intermedio ed uno di pianura. Ogni tratto ha aspetti paesaggistici, ambientali e biologici peculiari, di grande interesse e talora unici in Sicilia.




Carmelo Nicoloso (vicepres. SWF)
 

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