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Natura e spiritualità ai M.ti Rossi di Nicolosi Stampa E-mail
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Scritto da Carmelo Nicoloso   
Lunedì 12 Maggio 2008 15:31

Brevi note sulla presenza Benedettina alle falde dell'Etna - Rimboschimento Monastero G.B.Dusmet . Monti Rossi (Nicolosi).

La presenza Benedettina in Sicilia è attestata dall'epistolario del papa Gregorio Magno, che aveva una predilezione per la nostra isola, dove aveva fondato sei monasteri secondo la Regola di S. Benedetto.Con diploma dell'aprile 1137, Enrico conte di Policastro e signore di Paternò assegna la chiesa di S. Leone del colle Pannacchio sull'Etna al monaco cassinese Giovanni Amalfitano con generica dotazione di terre "tanto quanto i monaci possano coltivare".Nell'agosto 1143 Simone conte di Policastro e signore di Paternò affida il cenobio e la chiesa dedicata alla Vergine Maria Madre di Dio di Licodia a Geremia, monaco della chiesa di S. Agata, e ai suoi seguaci, donandogli i vasti possedimenti e la facoltà di fondare un casale.Nel 1156 lo stesso Simone concede alla chiesa di S. Leone l'ospizio e la cappella di S. Nicolò "quae dicitur de Arenis", sul versante meridionale dell'Etna (oggi Nicolosi), con le terre dipendenti.

Nel 1336 è l'Abate fra Giacomo de Sorris, già vicario generale della chiesa Catania, il quale opera radicali trasformazioni nel monastero di Licodia e trasferisce nel 1342 la sede abbaziale a S. Nicolò l'Arena. Nel 1347 contribuì alla riedificazione del Monastero di S. Martino delle Scale presso Palermo, inviandovi Angelo Sinisio con altri 5 monaci. Angelo Sinisio, divenuto 1° Abate di S. Martino nel 1352, morto il 27-11-1386, è venerato con il titolo di beato.Il 23 marzo 1536 la lava ricoprì per sempre il monastero di S. Leone sul Pannacchio, posto nelle vicinanze dell'attuale M.te S. Leo.Nel 1558 l'Abate Giovanni Maria Candora ottiene dal Capitolo Generale di Mantova il permesso di far risiedere i monaci a Catania. Alla luce di ciò, il Senato cittadino autorizza i Benedettini a poter edificare un nuovo monastero nel centro etneo, sito nella contrada della Cipriana (l'attuale p.zza Dante), conservando lo stesso nome di S. Nicolò L'Arena, mentre l'Abate continua a portare il titolo di Abate di S. Maria di Licodia e di S. Nicolò.A Licodia e a S. Nicolò (Nicolosi) si continuò la vita benedettina, ma in dipendenza dal monastero di Catania e in tono minore, fino alla soppressione da parte dello Stato Italiano (1866). L'ultimo abate di S. Nicolò fù Giuseppe Benedetto Dusmet da Palermo, che nel 1867 divenne Arcivescovo di Catania e resse la diocesi per ben 27 anni con santa fermezza e una carità senza confini; è stato beatificato nel 1988 dal Papa Giovanni Paolo II.Al nuovo Beato hanno voluto dedicare il nuovo Monastero i PP. Benedettini provenienti da S. Martino delle Scale, chiamati dall’arcivescovo di Catania Mons. Luigi Bommarito.Il Monastero piccolo ma accogliente e' in una posizione meravigliosa, è stato inaugurato dallo stesso arcivescovo il 25-9-96, giorno della festa liturgica del beato Dusmet.Dopo 130 anni di lontananza, la rinnovata presenza benedettina a Nicolosi vuole continuare quella vita monastica plurisecolare che tanto bene ha portato alla Chiesa in genere e alle nostre zone etnee in particolare.I Benedettini non hanno molte pretese, essendo pochi di numero e privi di quei mezzi e strutture grandiose che avevano in passato. Ma nell'umiltà e semplicità, con fiduciosa speranza posta nell'aiuto di Dio, unica fonte di ogni bene, desiderano porsi a servizio di Dio e dei Fratelli attraverso "la lode della preghiera, la meditazione della Parola, la comunione fraterna, l'operosità assidua, la premurosa attenzione ai fratelli", per offrire un luogo di pace e di serenità, dove poter "ascoltare Dio nella fede, invocarlo nella preghiera, cercarlo nella fatica e scoprirne in ogni realtà la presenza soave e pacificante".Don Giovanni Scicolone (priore) si occupa di restauro del libro, svolgendo attivita’ didattica in accademia, programma ogni estate attività’ formative anche in Monastero. Don Vittorio Rizzone, laureato in archeologia, e’ uno dei massimi esperti di Chiese Rupestri in Sicilia, ha realizzato studi e pubblicazioni in particolare nelle province di Ragusa e Siracusa.
Nel maggio 2000
la STMicroelectronics inaugura un rimboschimento in un’area attigua al Monastero “GB Dusmet” di proprietà della comunità Benedettina. L’area interessata ricopre una superficie di circa 3 ettari, ricade in zona D del Parco dell’Etna. Precedentemente erano presenti sporadiche essenze arbustive autoctone come bagolaro, roverella e ginestra. Con la collaborazione di alcuni esponenti del mondo accademico e degli enti territoriali competenti in materia sono state impiantati circa 2500 esemplari di pioppi bianco e canadese.maggiociondolo, acero montano, betulla, cipresso comune, cedro atlantico, pino d’aleppo e domestico.
Tale iniziativa ambientale e’ la più importante in questi ultimi anni realizzata e sostenuta dalla Direzione e dal personale dello stabilimento STMicroelectronics di Catania.
La valenza simbolica (molto elevata) di questo progetto ha messo in contatto un’industria “high tech” ed una comunità religiosa storicamente radicata nel territorio etneo. Attraverso iniziative di tal genere ci si attende una diffusione capillare della cultura ambientale.
Il risultato ai giorni nostri e’ evidente e tangibile, nel bellissimo e rigoglioso boschetto, autentico ecosistema, si e’ consolidato l’habitat naturale per diverse specie di volatili, compresi numerosi rapaci sia diurni che notturni. Alzando gli occhi in cielo possiamo ammirare le continue scorribande amorose di alcune poiane.
Attigua al Monastero si trova la “grotta delle palombe”, una singolare struttura di scorrimento lavico, generatasi durante una delle più importanti e catastrofiche eruzioni dell’Etna, quella del 1669, dai i conetti vulcanici dei M.ti Rossi (Nicolosi) ha raggiunto la città di Catania fino al mare (Castello Ursino), seminando lungo il suo percorso indelebili segni di distruzione.
Nel 1787 W. Goethe nel suo viaggio in Italia (Sicilia) raggiunse a dorso di mulo la sommità dei M.ti Rossi, a testimoniare lo storico evento sulla cima e’ stata eretta una croce. L’Istituto Comprensivo di Nicolosi ha realizzato dei sentieri e strutture per la fauna selvatica, questo grazie al fattivo impegno di insegnanti e studenti, con la collaborazione di naturalisti, Ente Parco dell’Etna e Amministrazione locale.

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Carmelo Niocolo
(vicepres. SWF)

 

 

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