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| Ricordiamo Padre Mauro Stramondo |
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| Scritto da Alfio Cartalemi |
| Giovedì 12 Gennaio 2012 08:21 |
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Uno di questi è un frate benedettino Padre Maria Raffaele Stramondo pittore. A lui dedichiamo questa pagina, poichè se fosse ancora in vita, domenica 15 gennaio, sarebbe stato il suo 93° compleanno. Come per gli altri personaggi, a presentarmelo con fervore sono le persone che lo hanno conosciuto. Facendo visita a parenti, guardavo con piacere due grossi dipinti appesi nel salone di casa. Scene di natura incantata, tipica scena come nei dipinti del settecento e sul fondo a sinistra la firma di don Raffaele. "Non è quello il vero nome -- mi dice Maria Grazia, una delle sorelle Anicito – lui in effetti si chiamava Mauro, come mio bisnonno." La curiosità non si appaga e chiedo di sapere di più."Ero piccola e come tutti i piccoli, spesso i miei mi lasciavano con mia sorella dalla nonna a Belpasso. Mentre eravamo seduti nel cortile di casa Don Raffaele, senza dire nulla, su un foglio mi fece un ritratto. Lo vidi solo in quella occasione, poi non lo vidi più. Mia nonna ogni tanto mi domandava, hai ancora quel ritratto? E poi mi raccontava la storia del pittore. Lui disegnava quello che vedeva, scene di ordinaria quotidianità, diceva mia nonna. Le chiese, carretti, persone, erano le pietre dei marciapiedi, la sua tela di lavoro. Sbriciolava i cocci dei vasi, per farne dei colori. Disegnava grandi scene di campagna, tutto davanti casa sotto gli occhi dei vicini e dei passanti. Mia nonna abitava a confine col quartiere Matrice, lui don Raffaele con la suo corposa famiglia poco più distante. Mio bisnonno don Mauro Seminara, il falegname dell'ottava traversa, guardando con stupore quei disegni rimaneva ammirato. Spesso parlando con padre del piccolo Mauro. don Tano, lo invitava a portare il figlio in città, per vedere il mare le navi. Certo la città di Catania con i suoi monumenti era di sicuro ammaliante, per un ragazzo che disegnava sempre le stesse cose. Così una volta don Tano portò suo figlio a vedere la Città. Di ritorno a casa, in lui si scatenò una forza dirompente. Disegnava senza fermarsi. La campagna era la sua musa fonte di aspirazione". Come una febbre contagiosa anche mia cugina Maria Grazia, ci prende gusto, continua a raccontare senza fermarsi. Nicolosi - INAUGURAZIONE MONASTERO BENEDETTINI Si riporta sotto il link su youtube relativo all'inaugurazione del Monastero Benedettino G. B. Dusmet di Nicolosi (CT), oltre ad alcuni segmenti della S. Messa presieduta da mons. Bommarito, il compianto monaco benedettino don Raffaele Stramondo (di origine belpassese,sepolto a Cava dei Tirreni) dirige il piccolo coro dell'Orsoline di Belpasso (CT) accompagnato alla chitarra dalla nipote Graziella. Presso questo Monastero si trova il quadro del Beato Giovanni Paolo II eseguito dal maestro Elio Ruffo, icona del progetto LE CARE MONTAGNE CHE PARLANO DI DIO, testimonial Tom Perry l'uomo a piedi nudi, partito dall'Etna il 13 maggio 2009, benedetto in Vaticano il 20 maggio dello stesso anno da Sua Santità Benedetto XVI. |



Bisognerebbe perdere la cognizione del tempo, per gustarsi bene la vita. Ci riprendiamo ora, come dopo una lunga vacanza, premetto, per il futuro non sono sicuro di poter rispettare i tempi del periodico. Questa rubrica dei "Personaggi" piace a tutti, lo so. In tutto questo tempo di pausa, ho meditato cercando di capire il perchè di tanto gradimento. E' il "Tempo" (non quello atmosferico o meteorologico), il motivo che ci fa apprezzare il temperamento, la stravaganza di certi personaggi. Il tempo passa, scorre così in fretta, spesso non ci fa accorgere di coloro che prima ci erano vicini e via via sono scomparsi. Qualcuno dice, che gli uomini sono prodotti deperibili nel tempo, senza scadenza. Ha ragione, ma bisogna aggiungere, che certi uomini vengono scolpiti nel tempo con le loro opere, per sempre.