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Ubicata sopra un pendio lavico della zona nord-ovest dell'Etna, domina la valle del Simeto. Il territorio, è sicuramente uno dei più singolari ambienti naturalistici. Testimonianze archeologiche di epoche diverse e tradizioni agricole, manifestano il folklore e le prelibatezze gastronomiche. Varie le produzioni agricole: olive, mandorle e pistacchio. Proprio il pistacchio è la coltivazione che mantiene viva l'economia locale, qui si produce la migliore qualità di pistacchio presente sui mercati mondiali. CENNI STORICI I Siculi furono i primi abitanti della zona, intorno all'VIII secolo a. C., come è testimoniato da alcuni reperti archeologici rinvenuti nel territorio di Bronte. Successivamente, si è rinvenuto che eserciti Greci, Romani e Cartaginesi vi ubicarono per piccoli periodi; sicuramente i Romani si rifornivano di grano per la città di Roma. Dal VII all'VIII sec. d. C. ebbero inizio le prime incursioni arabe. La dominazione araba, con l'andare del tempo riuscì a dare buoni frutti e coincise con una brillante ripresa economica della Sicilia, grazie a nuove innovazioni nell'ambito dell'agricoltura. Nell'anno 1040, il versante nord-ovest dell'Etna fu teatro di un avvenimento bellico, che determinò la sconfitta degli Arabi; infatti, Bisanzio spedì in Sicilia uno dei suoi valorosi generali, Giorgio Maniace, che era a capo di un esercito composto di truppe bizantine e normanne. Il generale Maniace, cristiano, aveva con se un prezioso dipinto di stile bizantino raffigurante la Madonna (oggi custodito presso la Chiesa normanna di Santa Maria di Maniace). Nei secoli seguenti, dagli Svevi, Altavilla, Angioini, Aragonesi , vi fu un susseguirsi di soprusi e pesanti imposizioni fiscali. Per rendere più efficace le sanzioni fiscali e l'amministrazione della giustizia, si riunirono i 24 casali preesistenti in un'unica università, che denominò "Bronte" (Fidelissima Brontis Universitas). Durante la dominazione borbonica, si verificarono due grandi avvenimenti; il primo nell'ottobre del 1778 dove veniva ultimata la costruzione del Real Borbonico Collegio Capizzi (uno dei centri culturali più vivi dell'intera Isola); a seguire, il secondo evento che avvenne nel 1779, quando Ferdinando IV, re delle Due Sicilie, regalò, il villaggio di Maniace unitamente alla città di Bronte, all'ammiraglio inglese Orazio Nelson , per conto del regno britannico, per aver aiutato il re borbone a reprimere, a Napoli, la "Repubblica partenopea ", nata con l'evento della rivoluzione francese. Nel 1860, a Bronte, scoppiarono dei conflitti; in quello stesso periodo la spedizione garibaldina sbarcava in Sicilia, e Garibaldi, per tutelare i discendenti di Nelson, spedì a Bronte uno dei suoi generali, Nino Bixio. Il Generale Bixio, giunto a Bronte, arrestò alcuni dei presunti rivoltosi e faceva intervenire la commissione mista di guerra per celebrare un rapido processo contro coloro che venivano ritenuti colpevoli alla rivolta; e nella piazza dinnanzi al convento di San Vito, alla presenza di tutta la popolazione, vennero fucilati cinque dei condannati. Nel 1861, il Comune di Bronte, ottenne la reintegra di quasi tutti i suoi beni usurpati nel passato dai vari feudatari di turno. DA VISITARE:
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