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Scritto da Prof. Enzo Barbera
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Sabato 05 Febbraio 2011 19:27 |
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Enzo Barbera nato a Leonforte nel 1947. Laureato in Scienze Agrarie, docente e animatore culturale.
Ha pubblicato le raccolte di poesia: E sentivamo gli spunti del cuore (1980), E domani i santi cadranno (1980),Itinerari amorosi (1983), Paesaggi dell’anima(1994), La luna e il quadrifoglio (1995), Il cardo e il capirosso(1997), Le verità del cuore(1997), L’orlo delle dune (2001), Respiri mattutini (2005),Profumi adolescenti(2007), Colori di vita (2007).
Cultore della storia del suo paese ha scritto e pubblicato:
Almanacco tavachino(1981), Cento anni della Madonna della Catena( 1999), Leonforte sconosciuta e dimenticata(2005), Percorsi di vita(2007), Il calcio come favola( 2008), Appunti di storia leonfortese (2009), I sindaci di Leonforte, città fondata da Nicolò Placido Branciforti(2010).
Collabora a riviste e periodici con argomenti che trattano di storia, di costume e di problemi di attualità.
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Scritto da Giovanni Alotta
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Era il 20 settembre del 1982 quando nacqui io. Ebbi la fortuna di esser cullato e amato, da due persone umili e speciali, che mi hanno infuso, valori umani e spirituali! Grazie a questo, sono felice di essere quello che sono! Umile e altruista! Nel 1989 scrissi il mio primo racconto “Giuseppe vagabondo”. Tra il 1990 - 91, conobbi il teatro. nello stesso anno ebbi il mio primo ruolo da protagonista nella commedia scolastica “I sei amici”. Grazie al successo del mio personaggio “ Un giovane mafioso” nel 1992, la commedia divenne un film. All’epoca, il film girò l’emittenti private della provincia di Palermo.
Nello stesso anno, dedicai una poesia al magistrato assassinato dalla mafia Giovanni Falcone, che riscosse un notevole successo locale!
Tra il 1992 – 2000, feci teatro con scuole e chiese.
Nel 2000, entrai a far parte dell’associazione teatrale, la bottega dei sogni. Nel 2002 - 03, mi trasferii a Roma per conseguire gli studi di cinematografia, con la direzione artistica del regista Giuseppe Ferrara. La permanenza lì, mi porto ad essere ingaggiato da un talent scout, ma poi tutto svanì, per mancanza di soldi! Nel 2005, una canzone scritta mia e musicata da un amico, arrivammo ai quarti di finale nella selezione a San Remo giovani.
Nel 2006, la bottega dei sogni si disgregò e entrai a far parte, dell’associazione teatrale “ il tesoro ritrovato” composto principalmente da persone diversamente abili.
Nel 2007, iniziai a scrivere commedie teatrali. Usurpando l’attualità che ci circonda con pregi e difetti, rendo comico anche il dramma!
Grazie alla risata, si può anche riflettere, no?
Nel 2008, presi parte alla realizzazione di un illustrissimo cortometraggio, con la direzione di Domenico di Giovanna e la fotografia del maestro Sandro Caiuli.
Siamo agli inizi del 2009 e già qualcosa si è mossa con i miei testi teatrali. A breve, una compagnia teatrale, farà una mia commedia, dove ne prenderò parte. Udite udite ...ho già avuto altre richieste!!!!!!!!
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Scritto da Rocco Chinnici
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Difficilmente m'è capitato… ora che ricordo mai, di scrivere una biografia o cos'altro, su persone esistenti o esistite, specie sulla mia persona; è difficile farlo per uno come me abituato a scrivere invece su personaggi nati dalla propria mente che non hanno ne tempo ne dimora, per loro mi trovo ad essere tutto: "madre" in quanto li ho partoriti, padre per aver indicato loro la giusta via o meglio quella a me più congeniale; credo quindi di non essere proprio la persona adatta a commentare l'Io che mi appartiene; cercherò di farlo con parole molto semplici, e con l'umiltà che penso di avere anche nel pormi cavia diquesto sperimentarmi biografo. |
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Scritto da Malgioglio Isabella
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Nasce a Palagonia, nel catanese, il 24/12/1937.
Di umili origini e sani principi la sua famiglia: la madre tenera ed indulgente, il padre severo ed attento.
Entrambi li ritroviamo nelle composizioni più sentite del poeta insieme a valori come l'onestà, la fratellanza, la fede cristiana dagli stessi inculcatigli.
Giovanissimo scrive i primi versi, che, sebbene privi di regole, risultano essere profondi ed incisivi.
Nel febbraio del 1959 si arruola, fiero di servire la Patria, nell'Arma dei carabinieri allontanandosi così per la prima volta dal luogo che gli aveva dato i natali.
Conosce nuovi luoghi, ben diversi dalla provincia contadina ed ogni città, ogni volto, ogni paesaggio che incontra, diventa fonte d'ispirazione e di crescita umana ed artistica.
Nel corso della sua carriera militare viane trasferito a Ventimiglia e, nella vicina Sanremo, conosce il celebre direttore d'orchestra RAI Pippo Barzizza, il quale, con piacere, gli musica "Il nostro amore", "Lettera di un emigrante" e "Se mi baci questa sera".
Nel 1966 si sposa e l'amore per la moglie e dopo per le figlie, gli regala deliziosi versi.
Nel1969 ritorna in Sicilia, a Sciacca e quindi a Belpasso dove si congeda nel 1982 e dove, poco dopo, intraprende l'attività di assicuratore per contodell'Alleanza Assicurazioni.
Si scrive al Centro d'Arte e Poesia di Antonino Bulla per confrontarsi con gli altri poeti e conoscere meglio le varie forme del comporre.
Partecipa a parecchi concorsi riscuotendo non pochi successi, il che accresce in lui il desiderio di fare arrivare a quante più persone le emozioni racchiuse nei suoi versi, mediante la pubblicazione di quelli a lui più cari. Da qui nasce questa raccolta di poesie, senza alcuna ambizione, ma con la semplice speranza, viva nel suo autore, di trasmettere un'infinita "Voglia D'amare".
Per contatti Tel.095 917470
Quando un verso diventa poesia? Quando la poesia diventa universale? Sono queste le domande che mi sono posto non appena ho finito di leggere VOGLIA D'AMARE, il primo libro di Saverio Malgioglio dove sono raccolte numerose liriche in lingua e in dialetto, scritte in oltre quarant'anni di attività. Se la risposta sembra scontata quando leggiamo i versi di un grande artista, meno scontata appare quando ci soffermiamo sulle rime di un poeta (minore), nel senso che soprattutto in questo caso il quesito affiora in modo spontaneo. Non è facile dare una risposta. Probabilmente perché dobbiamo innanzitutto capire così la poesia e così l'universalità. Molto modestamente, secondo chi scrive, (poesia) è uno stato d'animo tradotto in versi - più o meno belli, più o meno significativi, più o meno profondi -, (universalità) è la poesia che tocca alcune corde dell'animo umano come l'amore, la famiglia, la vita, la morte, la natura, Dio, valori che malgrado le mode, cambiamenti, le rivoluzioni, resistono straordinariamente ai tempi. Ovviamente c'è chi riesce a fare poesia in modo sublime e chi in maniera più modesta, ma a prescindere dal valore dell'uno e dell'altro, una cosa accomuna i poeti: l'esigenza di esprimere attraverso i versi la propria anima. Leggendo le poesie di Saverio Malgioglio si può convenire su un punto: che essi in molti casi toccano argomenti universali. E in una società nella quale certi sentimenti vengono banalizzati dalla volgarità, dalla superficialità, dal danaro, è significativo (bello anche) che una persona decida di scrivere un libro di poesie. Un libro che parla di argomenti apparentemente superati, ma che, ci piaccia o no, sono insiti nell'animo umano,e per questo contengono un senso di eternità. Ciò che colpisce è la grande VOGLIA D'AMARE dell'autore (da cui il titolo) e lo smisurato senso della famiglia, del focolare, della ricorrenza da trascorrere assieme ai propri cari: Sì, c'è veramente qualcosa di eterno nelle (piccole cose) della vita, (piccole cose) che al momento del consuntivo, diventano quelle (grandi cose) per le quali vale la pena di vivere. Cosa resta di noi, della nostra esistenza se non i valori di cui parla Saverio Malgioglio? Un libro diviso in due parti: nella prima vi sono contenute le poesie in lingua italiana, nella seconda quelle in dialetto. Due capitoli completamente diversi, due modi del tutto differenti di fare poesia. Probabilmente perché assolutamente diverse sono le lingue, l'italiano e il siciliano. Un po più manierata e asettica la prima; certamente più sanguigna, più melodiosa, più spontanea, più immediata la seconda, a dimostrazione del fatto che da secoli il nostro dialetto è apprezzato e ammirato in tutto il mondo, assieme ai suoi cantori, da Ciullo d'Alcamo a Luigi Pirandello, da Nino MAtoglio a Giovanni Grasso, passando per Angelo Musco. Un libro scritto in modo semplice, che non ha la pretesa di essere diverso da quello che è, ma ha l'esigenza di comunicare qualcosa ai propri lettori. Come spiega benissimo l'autore in questo dialogo fra lui e il suo libro - una sorta di prefazione al volume - espresso in forma poetica: (Siddu qualcunu ti duvissi diri/ca di sustanza nun ci nn'hai nenti, ccu boni modi cciò fari capiri/ca iù nun sugnu 'n pueta sapienti:/fazzu chiddu ca pozzu, ma ccu amuri/e lassu giudicari a lu litturi). Giudichi dunque il lettore, tenendo presente l'umiltà e la signorilità di chi le ha scritte.
Recensione di Luciano Mirone
LE POESIE
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Scritto da Alfio Naso
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Nasce a Belpasso il 15 Giugno del 1938. In gioventù esercita vari mestieri e per aiutare la famiglia, si reca in Francia.
La dura condizione dell'emigrante, la lontananza della terra natale, dagli amici e dagli affetti più cari, fanno sì che il giovane, appena ventenne, si chiuda nei ricordi e si affidi alla poesia, che in Lui nasce spontanea.
Compone, così, quasi di getto, le liriche: SICILIA TERRA D'AMURI, PAISI MIU, NON MI PARI TU e CORI D'EMIGRANTI, dove il poeta rievoca con commozione e accenti toccanti i luoghi della gioventù e il caro paese visto nei suoi aspetti più intimi e riposti.
L'impatto con la poesia è, dunque, naturale e spontanea. Nei suoi versi non vi è niente di costruito, prova ne è che il Naso non è riuscito a conseguire nemmeno la licenza elementare.
Il verso, però, è ugualmente deciso, incisivo e scorrevole.
Nasce quindi un nuovo poeta che si colloca nella scia dei migliori e più autorevoli poeti popolari belpassesi.
Al ritorno dalla Francia, Alfio Naso - forte della sua esperienza - riparte da zero e si tuffa nel lavoro con rinnovato impegno e dedicazione per dare una casa alla sua famiglia.
L'amore per Dio, unitamente a quello per la famiglia, per il prossimo, per la Sicilia e per Belpasso sono tra i temi che ricorrono costantemente nella poesia di Alfio Naso che ha la capacità di non chiudersi nel privato ma sa prendere conoscenza della realtà che lo circonda e si rattrista perchè l'emancipazione e l'affrancamento della sua Terra passa attraverso difficoltà spesso insormontabili.
Dopo la morte del fratello Pippo, che viene ricordata nella poesia POVIRU FRATUZZU , il poeta si chiude in un muto silenzio dal quale uscirà, dopo molto tempo, grazie all'affetto degli amici e al calore umano della gente che lo circonda.
E per la gente di Belpasso egli è diventato, ormai, la coscienza critica, il reale interprete dei sentimenti popolari che sa interiorizzare ed esprimere efficacemente in poesia.
E, così, il Poeta; prima timidamente, poi, più apertamente, fa conoscere la sua poesia ad un uditorio sempre più vasto; dovunque riscuote consensi ed entusiasmi.
La poesia di Alfio Naso è una poesia tipicamente nostrale, popolare, tradizionale, umana, che sta sotto le ali del dialetto siciliano.
Il lettore che legge le sue poesie, o chi assiste alla declamazione delle stesse, può dedurne la verità poichè più di una volta è stato provato con successo.
Da qualche tempo che Alfio Naso partecipa a concorsi di poesia, nazionali e internazionali, ottenendo consensi meritevoli che lo portano in graduatoria da emergere ai primi posti, ottenendo ovunque significativi riconoscimenti.
Tra quelli finora ottenuti ricordiamo:
I Premio "Mineo Radio Antani" Speciale S. Valentino - Mineo 1984.
Premio sociale Moto Club Belpasso - Belpasso 1986.
II Premio "Omaggio a Dante Alighieri" - Roma 1989.
II Premio "Omaggio a Pirandello" poesia edita - Roma 1989.
I Premio "Sciuri di Muncibeddu" Video Star - Biancavilla 1990.
II Premio "Giovanni Formisano" - Catania 1991.
I Premio tra i poeti siciliani " Fantasy-La Torre" - Canicattì 1992 -94-95.
I Premio "Natale in piazza" - Caltanissetta 1992-98.
II Premio "Francesco Amato" - Misilmeri 1992-93.
IV Premio A.S.L.A.- Palermo 1992.
II Premio "Il Discobolo" - S.Giovanni La Punta 1994.
I Premio A.I.C.S. "Poeti verso il 2000" - Trapani 1995.
I Premio "Contea di Modica" con titolo onorifico "Cavaliere della pace" -Pozzallo 1996.
III Premio "Colapesce" - Messina 1997.
I Premio ex-aequo "Fiera Maia"- Vittoria 1997.
I Premio "Associazione Siracusana" - Siracusa 1997.
I Premio "Rosario Piccolo" sez. "Poesia dei valori" - Patti maggio 2000.
I Premio "Poesie in piazza" - Patti settembre 2000. I Premio "Federico di Svevia".
I premio dedicato a Beniamino Loppolo
"La Sicilia alle soglie del terzo millennio"
Ha partecipato, inoltre, a diversi programmi televisivi e preso parte ad alcuni spettacoli teatrali.
Ha pubblicato, fino ad oggi, diverse raccolte poetiche che hanno riscosso un largo successo di critica e pubblico, eccone alcune:
*SONNI E RICORDI DI LA VITA MIA (1989)
*FOCU DI MUNCIBEDDU E PUISIA (1993)
LE POESIE:
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